Il 6 febbraio è la giornata internazionale contro la mutilazione genitale femminile, Scola (IdV): "Contrastare questa pratica infame"
Questo l'intervento del capogruppo dell'IdV Giuseppe Scola tenuto oggi in Consiglio comunale:
“Il 6 febbraio ricorre la Giornata Internazionale contro la mutilazione genitale femminile, una pratica da condannare per l’efferata violenza di cui sono oggetto nel mondo circa 140 milioni di donne e bambine. Una violazione dei diritti fondamentali alla salute e all’integrità fisica. Si stima che nel nostro paese siano in pericolo di subire questa atroce pratica circa 1100 bambine, che diventeranno donne private del diritto ad una completa ed appagante sessualità. Non bisogna nasconderci dietro al perbenismo ed avere paura di usare parole forti. Le mutilazioni genitali femminili vengono praticate su donne che non hanno ancora compiuto il 15esimo anno di età e sono di due tipi: escisso rio nel 90 per cento dei casi o infibulatorio. Qual è lo scopo? Mantenere intatta la purezza della donna ed impedire alla stessa di poter provare piacere. Oltre a tale conoscenza è necessario sapere che il nostro paese è il più a rischio nell’infliggere queste terrificanti pratiche in tutta l’Unione Europea. La Lombardia ha il primato di questa barbara pratica e la Toscana si colloca al 6° posto. Quando si conoscono questi dati e si riesce a riprendersi dallo shock bisogna anche sapere che l’unico dato confortante si riscontra nel fatto che le ragazze più giovani tendono a sottrarsi a tale pratica con maggiore efficacia di quanto non sia riuscito alle loro madri e alle loro nonne. Chi vive nel nostro tempo deve avere la certezza che il nostro paese sia in grado di contrastare questa infame tradizione. La legge 9 gennaio 2006 n 7 “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile” fa si che l’infibulazione in Italia sia vietata e severamente punita. Non bisogna smettere di parlare solo perché l’argomento ci lascia atterriti, ma bisogna condannare chi compie questa pratica e aiutare chi non è riuscito a fuggire ed assicurarsi che il futuro porti ball’integrazione con i popoli che devono capire che questa pratica presso di noi non ha nessuna speranza e volontà di essere tollerata"
(lb)