Urbanistica, l'Udc rilancia: "Troppa burocrazia e pratiche lumaca, ci vogliono nuove soluzioni per rilanciare l'edilizia"

Lunedì una tavola rotonda per riaprire il confronto cittadino

Un momento di confronto per riaprire il dibattito sull’urbanistica fiorentina, per trovare nuove soluzioni, sbloccare la burocrazia e rilanciare il settore: con questo obiettivo l’Udc fiorentino organizza la tavola rotonda “Il ruolo dell’edilizia per lo sviluppo economico di Firenze”, che si terrà lunedì 30 gennaio all’Hotel Baglioni (ore 18). Un appuntamento introdotto dall’onorevole Francesco Bosi, con un l’intervento del segretario provinciale Marco Carraresi e moderato dal consigliere comunale Massimo Pieri, a cui parteciperanno l’assessore alle Politiche del territorio del Comune Elisabetta Meucci, il presidente dell’Ordine degli architetti Fabio Barluzzi, il presidente di Legacoop Toscana Stefano Bassi, il presidente dell’Ordine degli ingegneri Paolo Della Queva, il presidente regionale di Federabitazione/Confocooperative Federico Bettarini, il presidente del Collegio provinciale dei geometri Stefano Nicolodi, il presidente di Agci Toscana Alessandro Giaconi.
“A Firenze il numero di pratiche edilizie giacenti negli uffici dell’urbanistica sono aumentate del 34% in due anni: al 2009 erano circa 6400, al 2011 invece 8600 – afferma l’onorevole Bosi – A questo si aggiunge la fortissima riduzione di permessi a costruire, passati dai quasi 300 del 2008 ai circa 60 del 2011: dati che denotano una forte lentezza nella trattazione delle pratiche, con tempi biblici che certo non aiutano la ripresa economia di un settore che è trainante per l’intera economia fiorentina. E anche se si moltiplicano gli interventi per snellire la burocrazia, c’è bisogno di cambiare, di trovare nuove soluzioni, c’è bisogno di una nuova volontà politica. E il proposito della nostra iniziativa di lunedì è quello di recuperare anche a livello locale lo spirito che ha caratterizzato questa ultima stagione politica a livello nazionale: lavorare tutti insieme per uscire dalla crisi”.
Anche per Massimo Pieri è necessario “velocizzare, semplificare e mettere in condizione il cittadino di raggiungere obiettivi quotidiani di vivibilità. Oggi ci vogliono 4 mesi perché una pratica possa essere esaminata dagli uffici comunali, a cui si aggiungono almeno altri 4 mesi per avere l’ok della sovrintendenza – sottolinea il consigliere - Per rifare un lucernario ci vogliono circa 1 settimana di lavori e oltre 8 mesi di burocrazia: praticamente una gestazione. Si fa prima a fare un figlio che ottenere un permesso”.
Da parte sua Marco Carraresi focalizza il problema del rapporto fra Comuni e Regione: “La recente normativa introdotta dal governo Monti sulla valorizzazione degli immobili di proprietà pubblica, con il voto anche dell’Udc, offre grandi opportunità per una rinnovata e proficua collaborazione con i provati. Si tratta di cogliere al volo questa opportunità per far ripartire il settore dell’edilizia. Va bene la Mercafir, la ‘cittadella viola’ e il nuovo stadio, ma sono decine e decine le aree che potrebbero essere coinvolte e che erano bloccate. Con una attenzione: a non subire i ricatti della Regione Toscana, che sta cercando di mettere sotto controllo l’urbanistica comunale, a Firenze e non solo”.
Gli esponenti dell’Udc hanno fornito anche alcuni dati sugli oneri di urbanizzazione (primaria, secondaria e costi di costruzione) ovvero i contributi da versare al Comune da chi intende realizzare una nuova costruzione, una ristrutturazione o un cambio di destinazione d’uso di un immobile, per partecipare alla realizzazione di strade, parcheggi, fognature, sottoservizi, illuminazione, verde pubblico (primaria) e asili, scuole, mercati, chiese, impianti sportivi, centri sociali, culturali e sanitarie (secondaria). Si va dai 12 milioni e 700mila euro del 2000 ai 6 milioni e 600mila del 2011, con due picchi nel 2006 (16 milioni e 700mila) e nel 2008 (14 milioni e 300mila).
 

(ag)