Ataf, Grassi e De Zordo : "Dopo i biglietti venduti a fine dello scorso anno e messi a bilancio nel 2010, quest'anno tocca agli abbonamenti?"
“Troppo facile e quasi scontato risulta essere il paragone tra quanto avvenuto lo scorso anno quando ATAF incentivò la vendita ai rivenditori sul territorio dei biglietti dell’autobus, ottenendo un forte incremento di entrate nel mese di dicembre, con quanto quest’anno rischia di diventare una replica: ovvero la vendita nel mese di dicembre ai rivenditori di abbonamenti mensili che potranno essere utilizzati per tutto il prossimo anno”. Lo affermano i consiglieri Tommaso Grassi di Sinistra e Cittadinanza e Ornella De Zordo di PerUnaltracittà.
“Si aumentano sicuramente le vendite e le entrate per l'anno corrente, ma si compromettono le entrate del prossimo anno: a quale scopo? – aggiungono i due consiglieri –. La possibilità di vendere abbonamenti che possono essere utilizzati in un qualsiasi mese, è sicuramente una miglioria condivisibile, ma temiamo che sia l’ennesima mossa di qualcuno che ha come suo unico scopo quello di gonfiare le entrate nel 2011 per arrivare il più vicino possibile al pareggio di bilancio, così da presentarsi con i bilanci apparentemente al meglio alla s-vendita del prossimo anno.
Quello che maggiormente ci preoccupa è la possibilità che si possa verificare, anche sul versante degli abbonamenti, quella netta flessione nelle vendite che si è verificata nel corso del 2011 dopo la distribuzione degli stock di biglietti nel mese di dicembre 2010. Naturalmente se si aumentano le provvigioni ai rivenditori, questi acquisteranno un numero maggiore di abbonamenti che potranno essere contabilizzati nel bilancio di ATAF del 2011 ma che verranno usati per tutto il 2012, facendo diminuire naturalmente le entrate per l’anno successivo”.
“Capiamo che i bilanci debbano essere in pareggio, ma non comprendiamo e non condividiamo da una parte tutta questa frenesia a rigettare ogni critica verso l’operato di ATAF e a negare persino l’evidenza, e dall’altra tutto questo impegno a gonfiare le entrate. Non vorremmo trovarci di fronte a sorprese solo dopo che si saranno assunte decisioni determinanti, come la s-vendita delle quote da parte del Comune” concludono Grassi e De Zordo.
(fdr)