Firenze Parcheggi, De Zordo e Grassi: "La parte pubblica in minoranza e i project financing e i parcheggi nelle mani dei privati"
“Con la Regione Toscana che ha messo in vendita le sue quote, pari al 1,57 %, e la annunciata vendita di ATAF, il 5, 18% delle quote di Firenze Parcheggi andrebbero nelle mani dei privati”. Lo affermano i consiglieri Tommaso Grassi di Sinistra e Cittadinanza e Ornella De Zordo di perUnaltracittà.
“Lo scenario azionario che si verrebbe a verificare a breve sarebbe che la parte pubblica dal 56.72% passerebbe al 49.96% mentre la parte dei soci privati vedrebbe aumentare le quote da 43.28% al 50.04%: un capovolgimento nei rapporti azionari che porterebbe gli Enti Pubblici a divenire minoranza e i project financing dei futuri parcheggi, come anche la gestione di quelli già esistenti, andrebbero nelle mani dei privati – aggiungono i due esponenti dell’opposizione –. Ciò va proprio nella direzione opposta rispetto ad una sempre più forte ed auspicabile unificazione delle aziende della sosta e della mobilità a Firenze, e anzi metterebbe nelle mani dei soci privati un’azienda strategica per la città. E’ ancor più imbarazzante che ciò possa avvenire attraverso la decisione, che il Sindaco continua a perseguire, di privatizzare le quote di Ataf: una scelta che, questa è la conferma, non solo avrà ripercussioni sul servizio del trasporto pubblico offerto ai cittadini e sulle condizioni di lavoro degli autisti, ma avrà anche una serie di conseguenza indirette, una delle quali è proprio la privatizzazione di Firenze Parcheggi. Continuiamo a chiedere che si possa rivedere la vendita di Ataf ai privati per tutti i motivi che abbiamo da sempre sostenuto e a cui oggi se ne aggiunge un altro.”
“Attualmente lo Statuto tutela il Comune – spiegano De Zordo e Grassi –, ma con una modifica dei rapporti di forza in Assemblea questo potrebbe sempre essere cambiato. Lo Statuto di FiPark, che nell’art 5 afferma che la maggioranza delle quote debba appartenere ‘ai soli Enti Pubblici Locali o società aventi capitale pubblico, da tali enti direttamente partecipate’, verrebbe solo formalmente rispettato in quanto Ferservizi, partecipata da Ferrovie, verrebbe annoverata tra tali Enti. Difficile però ancora oggi ritenere socio pubblico una società partecipata solo parzialmente da Ferrovie spa.”
“Per rendersi conto di quale possa essere lo scenario futuro - concludono i due consiglieri – basta pensare ai project financing che il Comune intende realizzare attraverso FiPark o le conseguenze di una gestione, non più pubblica, dei parcheggi già convenzionati col Comune come l’annunciato parcheggio sotto piazza Vittorio veneto (550 posti). Qualcuno dal Comune sosterrà che non cambia poi così tanto; noi, oltre a sollecitare una riflessione in merito, continuiamo a sottolineare che, accantonata l’ipotesi condivisibile di realizzare un’azienda unica sosta-trasporto pubblico locale, ora con questo nuovo orizzonte societario, da un lato si vogliono vendere le quote dell’azienda di trasporto su gomma e dall’altra si contribuisce, con la passività del Comune, a perdere voce in capitolo sulla gestione dei parcheggi. Perché il Comune, come prevede l’articolo 7 dello Statuto della società, non usufruisce della possibilità di prelazione sull’acquisto delle quote della Regione Toscana e si mette al riparo da qualsiasi tipo di inversione di maggioranza in FiPark?”.
(fdr)