Project financing Firenze Mobilità, il Comune ricorre all'autotutela
Il Comune di Firenze ha deciso di annullare in autotutela alcune delibere della precedente amministrazione che approvavano cinque ‘verbali di ricognizione’ tramite i quali era stato possibile aumentare i costi e gli oneri a carico dell’amministrazione dei parcheggi di struttura costruiti tramite il project financing da parte della società Firenze mobilità. Lo prevede una delibera approvata ieri dalla giunta comunale. In questo modo il Comune vuole evitare che Firenze Mobilità continui ad adire in giudizio per chiedere somme per la società “inevase” ma “non dovute” secondo l’amministrazione.
I ‘verbali di ricognizione’ sono uno strumento che consente, previa motivazione, di modificare le condizioni di un contratto. Secondo la delibera approvata “la sottoscrizione dei verbali ha comportato effetti gravemente pregiudizievoli per l’amministrazione comunale” tra cui “asseriti maggiori costi e asseriti minori ricavi dalla gestione” riconosciuti al concessionario, ovvero a Firenze mobilità. Malgrado questo e malgrado che i verbali di ricognizione siano “atti non previsti né disciplinati da nessuna delle norme che regolamentano l’istituto del project financing e perciò risultano irrituali e illegittimi” anche perché il project financing si basa “sull’integrale accollo del rischio imprenditoriale sul soggetto concessionario”, Firenze mobilità ha avviato alcune procedure arbitrali per ottenere il pagamento di alcune somme “dovute”, secondo il parere della stessa società. Nel frattempo - ed è citata nella delibera approvata - c’è però stata una sentenza (dicembre 2010) che ha condannato per abuso d’ufficio il responsabile del Comune per il project e il rappresentante di Firenze mobilità “per aver indotto la giunta in errore sull’esatto valore di una delle opere comprese nel project ovvero il sottopasso di viale Strozzi”. Nel procedimento giudiziario il Comune si è costituito parte civile ed ha ottenuto una provvisionale pari a un milione di euro. Nella stessa sentenza “seppur riferita al solo sottopasso di viale Strozzi, si afferma che il costo complessivo delle opere del project ammonta a circa 43 milioni e 800 mila euro”. Per l’amministrazione è quindi evidente “una rilevantissima differenza tra il valore del costo delle opere del project riportato nel contratto del 2003, pari a quasi 57 milioni di euro, e il costo effettivo, quantificato successivamente in 43 milioni”. “La sottoscrizione dei verbali di ricognizione - si legge ancora nella delibera approvata ieri - e la conseguente lievitazione dei costi delle opere che ne è scaturita sono stati il frutto di una attività collusiva”. “Proprio in virtù di quanto emerso in sede penale - si sottolinea - i verbali di ricognizione e correlate delibere di presa d’atto sono viziati in radice per la grave responsabilità addebitabile unicamente a Firenze mobilità che ha sempre indicato costi di realizzazione delle opere gravemente errati per eccesso, per cui la società non può certo vantare una sua legittimazione a contestare il provvedimento di autotutela”. (edl)