Maggio, De Zordo: "Risanare non vuol dire smantellare"

Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo

"Un deficit strutturale di 27milioni di euro come quello che ha accumulato negli anni la Fondazione del Maggio non può essere risanato con lo smantellamento di interi settori e tagli dell'organico, come propone la dirigenza. E' una ricetta primitiva, inefficace e che porta alla perdita di posti di lavoro e di un patrimonio prezioso di competenze e attività.

Con i tagli previsti (132 esuberi e revisione del contratto integrativo) è l'attività produttiva del teatro a venir penalizzata: non potrà più funzionare il cantiere scenografico, con prevedibili ricadute sulla qualità dell'offerta culturale; si mette in dismissione il Maggio Danza ridotto da 43 a 25 unità tutte di personale non stabile, e qualcuno dovrebbe spiegare come può un corpo di ballo funzionare con contratti rinnovati periodicamente; per non parlare della perdita di operai, impiegati, orchestrali e coristi. Risibile poi sostenere che esternalizzare i servizi porti risparmio, contro ogni evidenza, come nel caso delle 37 maschere mandate a casa la cui sostituzione costerà al Maggio di più e non di meno (14,68 € a fronte di 15,20 € per il personale della ditta che dovrebbe sostituirle).

Ridurre gli sprechi e migliorare l'efficienza dei consumi, far fruttare di più le produzioni del Maggio, stabilizzando i costi di produzione, circuitando le rappresentazioni (opere, balletti, concerti), riprendendo la tradizione degli spettacoli per le scuole e trovando sinergie con altre realtà di produzione culturale del territorio. In sostanza espandere l'attività artistica, anziché contrarla, anche in vista del nuovo teatro. E invece cosa propone la dirigenza? Di mandare a casa 132 (più 37) persone e eliminare l'integrativo. Complimenti a chi ha concepito un piano così sofisticato, avallato dal sindaco della città. Di sicuro non c'è bisogno di pagare tale competenza 200.000 euro all'anno!

Crediamo che le sorti del Maggio riguardino la città intera e non solo il cda di una Fondazione, e non tanto perché il Comune contribuisce con 3,5 milioni di euro l'anno, ma perché è un patrimonio culturale della collettività. E allora, un sindaco che vuol fare addirittura un referendum sulla facciata di San Lorenzo (!), perché non ha mai affrontato in modo aperto e trasparente in consiglio comunale, come era stato richiesto, gli indirizzi per il risanamento della Fondazione?".

(fdr)