San Lorenzo, Galli (PdL): "Cosa c'è di democratico nel modo di amministrare Firenze di Renzi?"
Questo l’intervento del capogruppo del PdL Giovanni Galli
“Quella del sindaco Renzi, più che un’amministrazione comunale, è una dittatura, dove ogni volta che il primo cittadino compie una scelta c’è una categoria di lavoratori (autisti Ataf, dipendenti comunali, tassisti, commercianti, artigiani, pubblicitari) che ne paga le conseguenze, senza possibilità di concertare alcunché: ‘o così o Pomì’, come recitava una vecchia pubblicità.
Stavolta tocca a San Lorenzo e ai commercianti che vivono del loro lavoro sui banchi del mercato. Serve più decoro, dice il sindaco: d’accordissimo. Del resto, è ciò che il PdL sostiene da sempre. Bene dunque risistemare le strade, bene curare l’illuminazione, bene valorizzare i monumenti (a patto che sulla facciata di San Lorenzo non sia davvero posata una struttura di plastica: persino le visioni alla Disney di Renzi devono avere un limite di decenza). Poi però, per restituire al mercato decoro e ordine, ecco che devono sparire decine di banchi. E qui il nostro sindaco non ci può trovare d’accordo, perché non si possono fare le cose sempre e solo dando addosso ai lavoratori che fanno girare l’economia di questa città. Renzi parla per l’ennesima volta di lotta alla rendita. Ma qual è la vera rendita a Firenze? Non certo quella di chi vive di commercio su area pubblica, non certo quella dei pochi artigiani che ancora resistono con le loro attività in centro storico, non certo quella dei dipendenti comunali o degli autisti Ataf.
Riconosciamo a Renzi la passione politica e la voglia di imporre una sua visione della città, ma ci chiediamo: non sarà che ha già vissuto un’altra vita da fiorentino, per essere sempre così certo di tutto ciò che fa? Purtroppo anche oggi dobbiamo constatare che al sindaco mancano completamente umiltà, capacità di ascolto e di concertazione coi cittadini che amministra. Da parte nostra non possiamo che augurarci che non sia troppo tardi per fare qualche salutare passo indietro, e intervenire sui problemi di Firenze ‘per’ e non ‘contro’ i fiorentini”.
(fdr)