ATAF; Grassi, Falchi e Circolo SEL TPL: "Un dramma sociale la cui unica causa è l'operato del Comune. Necessario porre rimedio e limitare i danni"

"Renzi dirà che è colpa dei lavoratori che non hanno accettato l'accordo?"

“Centonovanta quattro lavoratori licenziati dalla nuova proprietà di ATAF – afferma il Consigliere comunale Tommaso Grassi insieme al Coordinatore provinciale Lorenzo Falchi e al Circolo di SEL dei lavoratori del trasporto pubblico locale – Si tratta di un dramma sociale la cui causa è il Comune e la coppia che risponde al nome di Renzi e Bonaccorsi. Necessario porre immediatamente rimedio e limitare al massimo i danni per i lavoratori che rischiano il licenziamento e per i cittadini che utilizzano il mezzo pubblico: il Comune intervenga sulla nuova proprietà che lui stesso ha scelto e proponga di impiegare il personale in esubero, che naturalmente non possiamo accettare sia di 194 dipendenti, nelle funzioni collaterali alla guida, quali potrebbero essere la sorveglianza e la sanzione dei transiti dalle corsie preferenziali, vero e proprio ossigeno per incrementare la velocità commerciale, o visto l’obiettivo dell’evasione zero nel controllo dei titoli di viaggio. Dall’altra parte il Comune potrebbe incrementare i cosiddetti servizi aggiuntivi, ovvero chilometri in più di tratte, che si possano sommare a quelli già previsti dalla Regione nel bando per la gara regionale e ridurre così il numero del personale in esubero. Invece a quest’ultima, la Regione, in vista anche del bando stesso per il trasporto pubblico in tutta la Regione chiediamo sia di prevedere adeguati ammortizzatori sociali qualora ve ne fosse la indispensabile necessità e contemporaneamente di valutare attentamente se non escludere dalla possibilità di partecipare al bando quei soggetti che ancor prima della competizione abbiano avviato così pesanti riorganizzazioni aziendali con così tanti licenziamenti: sarebbe un bel disincentivo a procedere nella direzione presentata dalla nuova proprietà nell’ultimo incontro con le rappresentanze sindacali. “Incomprensibile peraltro è che la società arrivi a cercare di influenzare anche ambiti che non gli competono come il costo del biglietto o degli abbonamenti: troppo semplice fare impresa così, licenziando, riducendo e peggiorando il servizio, chiedendo di aumentare le tariffe espropriando quelli che sono i compiti della conferenza provinciale o regionale sul servizio. E’ proprio il caso di dire che così sarebbe bravo anche un bambino ad amministrare un’azienda. Una situazione a cui siamo arrivati grazie alla inappellabile decisione del sindaco Renzi di andare avanti nel suo piano di vendita di ATAF ritenuta un carrozzone, che non sarebbe riuscito a gestire, senza inserire la clausola sociale nel bando di gara perché avrebbe fatto perdere, secondo Renzi, valore all’azienda: - concludono Grassi, Falchi e al circolo aziendale di SEL – così non solo l’azienda è stata venduta ma a rimetterci come sempre sono i lavoratori e coloro che usufruiscono del servizio. Adesso non ci venga a dire che è tutta colpa dei lavoratori perché non hanno accettato l’accordo proposto dal Comune perché altrimenti avremmo la conferma che tutto ciò è stato fatto solo in nome della politica della vendetta personale del Sindaco contro coloro che hanno osato alzare la testa e difendersi di fronte ai ripetuti attacchi suoi e del suo nominato a capo dell’azienda Bonaccorsi.” (lb)