Esuberi in Ataf, De Zordo: "Pesanti responsabilità di chi ha voluto vendere l'azienda"
Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo
“Come volevasi dimostrare. Eccolo, il volto reale e cattivo di quella che spacciano per modernità, o magari progresso. Appena concluso il passaggio ai privati di ATAF, arriva l'annuncio di quasi 200 "esuberi", che sono licenziamenti: duecento lavoratori per la strada, duecento famiglie senza reddito. E' il capitalismo, baby.
Inserire nel bando la clausola sociale, cioè salvaguardare il livello occupazionale, avrebbe abbassato il prezzo di vendita, così il Comune di Firenze, in particolare il Sindaco Renzi, d'accordo con il presidente liquidatore Bonaccorsi (che due anni fa festeggiava un fantomatico bilancio in attivo), hanno scelto consapevolmente di alzare il prezzo in cambio della pelle di duecento lavoratori ATAF. Moretti dal canto suo, pienamente calato nel ruolo di padrone della ferriera, non si scompone a firmare lettere di licenziamento, come non si è scomposto davanti alla tragedia di Viareggio a commentare ai parenti delle vittime "sono cose che succedono".
Suggeriamo al Sindaco Renzi di piantarla a questo punto con la favoletta dei dieci minuti di lavoro in più che gli autisti si sarebbero rifiutati di accettare per salvare l'azienda: che dieci minuti al giorno equivalgano a duecento posti di lavoro francamente non riuscirebbe a sostenerlo neanche Berlusconi. Si assuma invece le sue responsabilità: non ha salvato l'azienda fiorentina di trasporto pubblico, l'ha condannata nelle mani di speculatori senza scrupoli. E non si meravigli se per strada trova anche qualcuno che gliele ricorda queste responsabilità, in modo più o meno beneducato.
Naturalmente, come sempre, tutta la nostra solidarietà ai lavoratori ATAF e alle lotte che sicuramente metteranno in campo”.
(fdr)