Regolamento Asili nido, Gruppo PdL: "Prioritario garantire la qualità del servizio e la libertà di scelta delle famiglie"
Questo il testo dell’intervento in consiglio comunale del consigliere PdL Emanuele Roselli
“Come PdL non abbiamo la preoccupazione di essere “contro” qualcosa o qualcuno. La nostra preoccupazione è quella di rendere un servizio ai cittadini, alle famiglie fiorentine e ai nostri figli.
Il tema degli asili nido è un tema delicato proprio perché ricade sui nostri figli che sono i primi protagonisti del servizio all’infanzia e quindi i soggetti che più devono essere tutelati.
E quando si parla di servizi alla persona è giusto che la qualità del servizio venga prima di ogni logica economica basata sul risparmio e il profitto.
Con questo regolamento oggi si recepiscono – a dire dell’assessore -disposizioni nazionali in ambito di un ampliamento del concetto di concorrenza (codice dei contratti), aprendo anche al profit il “mercato” dei servizi all’infanzia, che è bene ricordare, vive già oggi una forte concorrenza tra soggetti che hanno come compito primario non il profitto, il lucro, ma la possibilità di offrire un servizio secondo i principi del pareggio di bilancio.
Le nuove disposizioni dipendono quindi da una normativa ma non si capisce davvero come mai si voglia addirittura anticipare su questo tema la normativa Regionale che è legiferante in materia e che sta ancora lavorando su questo tema specifico.
Personalmente vedo nella concorrenza un elemento virtuoso, purché la responsabilità finale di ogni scelta rimanga in mano alla famiglia e ai genitori: perché quando si sceglie per i propri figli, si sceglie sempre per il loro bene, indipendentemente dalla forma giuridica dell’ente gestore.
Ed è per questo - e torno al tema in discussione – la nostra scelta di fondo è distante da quella di questa giunta: fosse per noi, la convenzione la faremmo con le famiglie e i genitori dei bambini, lasciando ad essi la possibilità di scegliere dove mandare il proprio bambino, così come ad esempio avviene in Lombardia. Oggii genitori fiorentini hanno invece una scelta condizionata da quello che il Comune mette loro a disposizione, dove l’elemento “fortuna” gioca un peso ancora troppo importante soprattutto se si pensa che in gioco c’è l’educazione, e quindi la vita, di un bambino.
E’ vero che la qualità riconosciuta dei servizi all’infanzia sul nostro territorio rende più “accettabile” tutto questo. Ma il punto di fondo rimane lo stesso.
Detto questo, le nuove disposizioni di legge che aprono i bandi per questo tipo di servizio anche al profit, permettono alla giunta di fare anche un'altra operazione rispetto alla questione dei posti convenzionati con strutture gestite da terzi.
Rimettendo a gara i posti in convenzione l’amministrazione, come anche l’assessore ha confermato, prevede di aumentare i posti in convenzione (ad oggi 526) pur mantenendo gli stessi investimenti, 4 milioni di euro. E se è condivisibile la preoccupazione di dare una risposta diversa ai 400 bambini rimasti in lista di attesa non possiamo non esprimere una forte preoccupazione visto che le strutture convenzionate dovranno svolgere lo stesso servizio – con lo stesso livello qualitativo – con minori risorse visto che resteranno comunque 4 i milioni di euro che il Comune intende investire sulla gestione esterna. Cioè si vuole aumentare il numero dei posti comunali convenzionati, trasferendo meno soldi al gestore che dovrebbe – non si sa bene come – garantire lo stesso livello qualitativo. Un bell’azzardo.
Ma le risorse sono poche, come fare allora?
Per noi la strada da percorrere è un'altra: aumentare le risorse. E’ bene ricordare che il Comune gestisce direttamente oltre 1530 posti di asilo, contro i 526 convenzionati.
Ma differenza più importante è un'altra: è che l’amministrazione – cioè la comunità fiorentina, spende per ogni bambino a gestione diretta circa 1200 euro al mese, mentre i posti in convenzione costano circa 900 euro al mese. Vale a dire il 25% in più.
Vale a dire che esternalizzando tutti i servizi alla prima infanziapotremmo recuperare – con la stessa spesa - 500 posti in più per le famiglie e i bambini fiorentini.
Esternalizzare un servizio significa ridurre i costi, non la qualità del servizio, visto che il percorso di controllo e di formazione degli operatori rimarrebbe dentro una perfetta continuità non soltanto “didattica” ma anche professionale, perché dovrebbero comunque essere garantiti i posti e i diritti che gli operatori hanno fin qui maturato e acquisito come loro legittimo diritto.
Per questo, il testo presentato oggi, seppur migliorato dagli emendamenti che abbiamo contribuito a formulare, non avrà il nostro voto favorevole, perché pur ricevendo disposizioni normative, continua in un percorso diverso da quello che noi faremmo e che riteniamo più corrispondente alla libertà di scelta di ogni genitore”.
(fdr)