Publiacqua, Grassi e De Zordo: "Ancora una volta non si è voluto ascoltare il territorio e si è ignorato l'esito del referendum"

"Nel nuovo Consiglio d'Amministrazione i soliti nomi che hanno garantito forme di profitto che dovrebbero essere abolite"

 "Anche se impegnati in Palazzo Vecchio per i lavori consiliari aderiamo e condividiamo i motivi che hanno spinto i comitati per l’acqua bene comune dei territori fiorentino, pratese, pistoiese e aretino a presenziare sotto la sede di Publiacqua dove verrà discusso oggi il rinnovo del consiglio di amministrazione dell'azienda. - affermano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo - Ci aspettavamo in questa importante occasione dai soci pubblici, ovvero dai Comuni toscani delle aree servite da Publiacqua, un segnale di coerenza con quanto le cittadine e i cittadini avevano espresso col voto referendariodel giugno 2011 per chiedere di prendere le distanze dalla privatizzazione del bene comune acqua."

"I nomi finora circolati dopo la riunione del patto parasociale tra i Comuni e che molto probabilmente verranno confermati adesso in Assemblea dei soci sono espressione di una posizione politica che invece intende non dare ascolto al territorio e vorrebbe continuare ad ignorare l'esito del referendum; consentendo così di poter continuare a garantire le forme di profitto per i soci, sopratutto quelli privati, attraverso la tariffa a carico dei cittadini utenti" hanno aggiunto.

"Aspettavamo una risposta dai Comuni e dalla politica ma quella che oggi sta passando è la peggiore che potessimo augurarci - concludonoGrassi e De Zordo -. Stesse facce e stesse premesse politiche da parte di persone che non fanno che confermare tutto quanto è accaduto in questi anni nella gestione del bene acqua e allontanano drasticamente la possibilità che gli azionisti pubblici potessero finalmente incamminarsi sulla strada per dare seguito al referendum per l’acqua pubblica del 2011 e avviare un percorso di ripubblicizzazione del servizio perché sia creata una forma di gestione pubblica e partecipata in cui sull’acqua non siano più consentiti profitti e speculazioni finanziarie".

(fdr)