Anniversario strage piazza Dalmazia, l'assessore Givone è intervenuto al convegno "Rispetto e dignità. No al razzismo e alla xenofobia"

“Ancora oggi non si può fare a meno di dover dire no al razzismo e alla xenofobia. Ha ragione Rita Levi Montalcini quando dice che le razze non esistono, sono una sciocchezza scientifica, un’idiozia, ma esistono i razzisti, che non sono solo quelli violenti ed assassini che compiono gli atti aberranti che siamo qui a ricordare e che non bisogna dimenticare. Esiste, infatti, anche un razzismo sottile, che ci riguarda tutti”. Lo ha detto l’assessore alla cultura Sergio Givone, intervenendo al convegno “Rispetto e dignità. No al razzismo e alla xenofobia”, che si è tenuto questa mattina nella Sala Luca Giordano a Palazzo Medici Riccardi a un anno esatto dall’attentato nei confronti di cittadini senegalesi, dove persero la vita Mor Diop e Modou Samb e dove rimasero feriti Cheikh Mbengue, Mor Sougou e Moustapha Dieng.
“È facile dire io non sono razzista perché razzista è l’altro, è colui che compie certi atti - ha continuato l’assessore -. Quando nel ragazzo di colore, che per strada mi vende il libro con le storie della sua terra, io vedo innanzitutto l’altro anche io, in qualche modo, sono infettato da una forma di razzismo su cui vale la pena di riflettere. Questo vuol dire che non sono ancora cieco di fronte a quella che dovrebbe essere la realtà evidente: e cioè il fatto che l’altro non è altro da me, ma è me stesso”. “Firenze è la città in cui il concetto di dignità è stato portato al centro dell’attenzione e della riflessione - ha aggiunto Givone -. Noi ci riempiamo spesso la bocca con le parole Rinascimento, Umanesimo, ma sia l’Umanesimo che il Rinascimento, se sono qualcosa, sono la dignità dell’uomo che non è solo il riconoscimento che tutti sono uguali, ma che tutti appartengono alla stessa famiglia”. “La dignità è tutt’uno con la fraternità, l’uguaglianza e dunque con la libertà - ha concluso l’assessore -. I valori della Rivoluzione francese da una parte e della tradizione cristiana dall’altra ruotano intorno alle parole che voi avete scelto per il vostro convegno: rispetto e dignità, due parole che dobbiamo riprenderci”.
Al convegno, promosso dall’associazione senegalesi di Firenze e Provincia e Casto, in collaborazione con Cospe, Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze e Arci, hanno partecipato, tra gli altri, anche il presidente della provincia Andrea Barducci, il console onorario del Senegal a Firenze Eraldo Stefani, Udo Enwereuzor di Cospe (coordinatore Franet – Agenzia europea per i diritti fondamentali). (fp)