Un anno dalla strage di Piazza Dalmazia, De Zordo e Alberici: "Ricordare ma anche agire concretamente contro intolleranza, fascismo e razzismo"
Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo insieme alla consigliera al Q5 Adriana Alberici
“perUnaltracittà aderisce e partecipa alla manifestazione cittadina indetta per domani 13 dicembre in Piazza Dalmazia dalla Comunità senegalese e dalla società civile a un anno dalla strage in cui furono trucidati, per mano fascista, Mor Diop e Modou Samb e feriti gravemente Sougou Mor, Mbenghe Cheikh e Moustapha Dieng.
Pensiamo che ricordare e stare al fianco di una comunità colpita al cuore – dichiarano le Consigliere De Zordo e Alberici, che parteciperanno al sit-in domani alle 17 - sia più che mai necessario ed attuale ma siamo convinte che servirebbero anche atti più concreti, da tempo da noi invocati, per contrastare il clima di intolleranza e razzismo che comunque resta purtroppo vivo a Firenze, nonostante la sua storia partigiana e antifascista”. “Già in occasione del barbaro assassinio – proseguono le due Consigliere - avevamo chiesto esplicitamente la chiusura diCasa Pound nel territorio fiorentino tra i cui simpatizzanti c'era anche l’autore della strage, chiedendo l’applicazione della Legge Mancinoche condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista e punisce chi incita alla discriminazione razziale, etnica e religiosa. Ebbene, a un anno dalla strage, non solo Casa Pound non è stata chiusa, ma ha aperto una nuova sede,con annessa foresteria, fatto che noi abbiamo, subito e con decisione, denunciato, chiedendo all’Amministrazione Comunale di questa città come mai tale apertura non fosse stata posta all'attenzione del Comitato per l'ordine e la sicurezza. Non trascuriamo il fatto che Casa Pound proclama di praticare il "Fascismo del terzo millennio", ha una web radio che si chiama "Bandiera Nera",e che Forza Nuova è autrice di azioni di disturbo e di gesti di xenofobia, come quello, recentissimo, con cui ha interrotto violentemente un incontro (e una festa) a Pontedera, per l'attribuzione della cittadinanza onoraria alle figlie ed ai figli dei migranti nate/i in quel comune”.
“Ci fa molto piacere – concludono le Consigliere - che la città non dimentichi una ferita così orrenda e recente e vogliamo stare vicini alle famiglie unendoci con convinzione al sit-in di domani per rinnovare l’impegno di movimenti e società civile; crediamo però che,visti ipericolosi rigurgiti fascisti e nazisti diffusi in tutta Europa, si debba andare oltre, cambiando, per esempio, le normative vigenti (vedi l’odiosa legge Bossi-Fini che nessun governo ha mai scalfito) che negano ogni presupposto per un clima di accoglienza e di multiculturalità”.
(fdr)