Sahara Occidentale, la visita di Agostini e Vannucci nei Territori occupati: "Continua violazione dei diritti umani"
La presidente della commissione Pace Susanna Agostini e il consigliere Andrea Vannucci sono appena rientrati da un viaggio ricco di incontri nella Città di Laayoun nel Sahara Occidentale, in veste di rappresentanti di Firenze, per acquisire una conoscenza diretta delle violazioni in tema di diritti umani nei Territori occupati. Il viaggio è stato organizzato dall’associazione di Solidarietà con il Popolo Saharawi “Ban Slout Larbi” (presieduta da Sandro Volpe e rappresentata nella delegazione da Eleonora Moscardi) e dal rappresentante della Repubblica araba Saharawi democratica (RASD) in Toscana Abdellahi Mohamed Salem, con la collaborazione in loco di CODESA, presieduta da Aminatou Haidar, militante per i diritti umani. "“La Ghandi del Sahara”- raccontano Agostini e Vannucci- così è declinata l’autorevolezza fiera e decisa di Aminatou Haidar per la lotta del suo popolo, ci ha preso in consegna e accompagnato a incontrare i vari gruppi e le varie associazioni che difendono la causa saharawi, incontri tenutisi rigorosamente presso case private. Lo Stato marocchino, infatti, non riconosce a tali organizzazioni per la difesa dei diritti umani lo status di associazione riconosciuta e quindi una propria sede. Tra le altre, la stessa Codesa, la ASVDH di Brahim Dahan, la Codapso di Med Dadach, i lavoratori di FosPoucraa, i familiari dei prigionieri di Gdem Izik, i familiari dei giovani assassinati (tra cui Said Dambar), il Forum delle donne dei territori occupati e l’associazione di avvocati che difende attivisti e difensori dei diritti umani saharawi a titolo completamente gratuito. Di particolare interesse l’incontro con i giovani di Equipe Media e di Rasd Tv che, a rischio della propria incolumità, diffondono sulla rete e in televisione video e testimonianze dirette di ciò che quotidianamente accade nelle strade di Laayoune e nei Territori occupati sulla falsariga dei loro coetanei di Tunisia, Egitto e Libia nella Primavera araba.Molte donne e giovani, bambini oltre che rappresentanti di più di dieci associazioni per i diritti umani, rappresentanti sindacali delle industrie dei fosfati e dei pescatori, vittime e famiglie di altre vittime della violenza fisica e morale perpetuata negli anni da parte del governo del Marocco. Centinaia di persone che soffrono ma che non abbandonano la richiesta pressante del diritto alla propria autodeterminazione con una scelta decisa per la lotta non violenta. Testimonianze dirette, raccapriccianti, su discriminazioni di ogni genere che vanno dalle aggressioni personali e alle abitazioni, a forme di esclusione e disuguaglianza sociale nei confronti del popolo del Sahara occidentale fino alle sparizioni forzate perpetrate per lunghi periodi (oltre 650 casi dal 1975) e alla tortura, con conseguenze anche letali. Storie personali che accompagnano il più generale diniego alla sopravvivenza della personalità giuridica di un popolo e della sua stessa esistenza" la presidente Agostini e il consigliere Vannucci hanno ricordato il “Quaderno di obiettivi e di azioni degli enti locali italiani a tutela dei diritti umani della popolazione saharawi nel Sahara occidentale occupato”, sottoscritto dall’amministrazione a seguito di una mozione approvata dal Consiglio all’unanimità, al fine di denunciare e porre in risalto presso le opinioni pubbliche occidentali le violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione saharawi. "E' nostra intenzione - concludono i due rappresentanti del Pd- rafforzare il nostro impegno diretto e dell’amministrazione a fianco del popolo del Sahara occidentale per il rispetto dei diritti umani nella strada che conduce all’autodeterminazione perseguita attraverso metodi assolutamente pacifici" (lb)