Moretti su Tav, Grassi e De Zordo: "Le terre di scavo non sono ‘cose interne' e i rischi esclusi sulla carta rimangono nella realtà"

"Il protocollo del Comune con Ferrovie monetizza i rischi e ‘per due soldi' s-vende pezzi della Città"

 “Hanno un sapore arrogante e prepotente le parole dell’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti che ieri ha annunciato il via libera dello scavo dell’Alta Velocità per il prossimo gennaio. – affermano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo – Arrivare a dire che la questione delle terre di scavo è ‘alle ultime battute’, e che sono ‘tutte cose interne’ quando tutti sanno che è stato necessario modificare la Legge nazionale, interpretare come silenzio-assenso la mancata espressione della Comunità Europea e far finta che la Regione Toscana non abbia mai espresso parere contrario sul reimpiego delle terre per l’area di Santa Barbara a Cavriglia: si è concesso con un pezzo di carta che delle terre che fino a ieri erano considerate inquinanti e pericolose diventassero terre utilizzabili per piantarci frutta e verdura.”
“Crediamo che anche se il progetto del riutilizzo delle terre venisse approvato sulla carta, tutti i problemi e i rilievi sollevati negli anni da noi e da tutti coloro che si oppongono alla realizzazione del sottoattraversamento e della stazione Foster dell’Alta Velocità rimangono validi e attuali nella realtà.”
“Infine sul protocollo applicativo di quello del 3 agosto 2011 che il Comune si appresta a sottoscrivere con le Ferrovie riteniamo che si monetizzi ogni tipo di rischio per la Città e per i fiorentini e che per ‘due soldi’ si dia il via libera, vincolando il Comune nell’autorizzazione delle successive varianti urbanistiche, cementificando e appesantendo dal punto di vista urbanistico importanti pezzi della Città. – concludono Grassi e De Zordo – Riteniamo che sicuramente i 93 milioni di euro possano rendere più semplici i prossimi anni di mandato del Sindaco Renzi, ma non possano essere erogati solo per ‘comprarsi’ il silenzio del Comune. Questo tantomeno con la rinuncia di numerose opere sul sistema metropolitano ferroviario, tanto importante per i pendolari, e in cambio dello spazio per la Linea 4 della tramvia, tema sicuramente importante ma di dubbia immediata realizzabilità visto non si riescono a far partire i cantieri della seconda e terza linea, e della variante urbanistica per area ex-officine ferroviarie Porta al Prato che con 55.000 metri quadrati di case e negozi andranno a pesare ulteriormente nella zona.”

(fdr)