Accoglienza invernale, già attivi i posti aggiuntivi per i senza fissa dimora

Il servizio in funzione fino al 30 marzo. L'assessore Saccardi: "Una risposta di qualità anche grazie al lavoro delle associazioni"

Torna l’accoglienza invernale per i senza fissa dimora. E quest’anno si aggiunge anche un protocollo tra Comune e Azienda sanitaria di Firenze che vuole contrastare un fenomeno cresciuto negli ultimi anni creando non pochi problemi agli operatori sanitarie e agli utenti degli ospedali: l’utilizzo delle sale di attesa dei pronto soccorso come ricoveri notturni e a volte anche diurni da parte dei senza fissa dimora.
Alla presentazione questa mattina erano presenti l’assessore al welfare Stefania Saccardi, il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Firenze Paolo Morello, il direttore dell’ospedale di Santa Maria Nuova Federico Gelli, il presidente dell’Asp Montedomini Marco Seracini ed Enrico Palmerini per il Tavolo dell’inclusione sociale.
“Come ogni inverno l’Amministrazione ha predisposto una quota di posti straordinari che, dal 15 novembre, si sono aggiunti a quelli già a disposizione tutto l’anno – ha spiegato l’assessore Saccardi –: si tratta di 140 posti che si sommano agli oltre 600 dell’accoglienza ordinaria, i 200 per i rifugiati e richiedenti asilo e altrettanti per i minori. Si tratta di una offerta di grande rilievo e che punta ad offrire non soltanto assistenza ma anche percorsi di reinserimento nella società”. E sul nuovo protocollo l’assessore ha aggiunto: “È una procedura condivisa per la gestione delle emergenze che evidenzia, una volta di più, la stretta connessione tra prestazioni sanitarie e sociali. Una procedura che ha l’obiettivo di porre un freno ad un fenomeno che è si è accentuato negli ultimi anni creando situazioni di disagio e difficoltà”.
Il direttore dell’Asl Morello da parte sua ha sottolineato come questo protocollo consenta la tutela delle persone in difficoltà che, in caso di necessità non strettamente sanitarie, possono trovare ricovero in strutture adeguate. “Lo scopo è quello di evitare l’utilizzo inappropriato delle strutture sanitarie e le situazioni problematiche che possono crearsi con i pazienti in attesa di cure e i loro familiari. Ovviamente – ha ribadito Morello – la cura e l’assistenza viene comunque garantita alla persone senza fissa dimora o in stato di disagio che ne hanno necessità”.
Accoglienza invernale
I posti aggiuntivi a disposizione per il periodo invernale (15 novembre-31 marzo) sono 140 (120 dell’Amministrazione comunale e 20 della Caritas) suddivisi principalmente in tre strutture: l’Ostello del Carmine per uomini (front office presso il Centro la Fenice, via del Leone 35); la Foresteria Pertini sempre per uomini (front office presso il Centro Ascolto Caritas, via Faentina 34); la Foresteria Fuligno per donne e donne con figli (front office presso il centro di ascolto ACISJF della stazione di Santa Maria Novella, binario 2). I primi quindici giorni sono gratuiti per tutti gli utenti, dopo di che, a meno di casi particolari indicati dagli operatori, scatta l’obbligo del pagamento della quota di 1 euro al giorno per gli uomini adulti e le donne (i minori non pagano). Per le persone hanno difficoltà è comunque previsto un meccanismo di esenzione (previo passaggio dal SIAST o da un’associazione presente nel Tavolo di inclusione).
“Anche quest’anno l’Amministrazione, insieme all’Asp Montedomini e alle associazioni, ha predisposto un’accoglienza di qualità – ha aggiunto l’assessore Saccardi –. Non semplicemente un posto per dormire, ma anche un pasto caldo e la prima colazione e, a chi è interessato, un percorso di reinserimento nella società. Si tratta di un grande impegno che svolgiamo grazie al prezioso contributo delle associazioni che rappresentano un vero e proprio terminale dell’Amministrazione sul territorio. Sono tanti i volontari che ogni sera sono per strada intercettando le persone in difficoltà, fornendo informazioni sulle strutture a disposizione oppure per chi rifiuta l’accoglienza, coperte e un pasto caldo”.A questo proposito l’assessore ha anticipato che chiederà a Ikea e agli albergatori fiorentini di donare coperte destinate soprattutto agli irriducibili che preferiscono restare in strada e ha colto l’occasione per ringraziare la Nuovo Pignone che ha donato 11.000 euro al Comune a copertura di parte del costo per pasti degli ospiti dell’accoglienza invernale (forniti dalla mensa della Caritas).
Per quanto riguarda i dati dell’inverno scorso, le strutture hanno accolto 493 persone:390 uomini (in calo rispetto all’anno precedente) tra cui 121 italiani e 284 stranieri; 103 donne (in aumento rispetto all’anno precedente) sia sole che con figli minori. La nazionalità più presente è stata quella italiana, seguita da quella rumena, tunisina e marocchina. L’età media degli ospiti è stata di 44 anni con una differenza tra italiani e stranieri: i primi sono risultati più “anziani” con un’età media di 48 anni, gli stranieri si sono fermati a 42. Soltanto due gli anni di differenza fra l’età media degli uomini (44 anni) e delle donne (42).
Protocollo Comune-Asl
È il direttore di Santa Maria Nuova Gelli a spiegare come funziona la nuova procedura, ribadendo che riguarderà i tre ospedali dell’Asl, ovvero Santa Maria Nuova (dove il fenomeno si presenta in modo più massiccio), Nuovo San Giovanni di Dio (Torregalli) e Santa Maria Annunziata (Ponte a Niccheri).
“Negli ultimi anni le sale di attesa dei Pronto soccorso sono diventate una sorta di ricovero per persone senza fissa dimora, soprattutto nei mesi invernali. Spesso si tratta di persone che non hanno problematiche sanitarie o che hanno necessità di prestazioni di lieve entità per le quali non è previsto il ricovero. Ma finora finivano per restare nella sala di attesa con tutto quello che ne consegue. Questa procedura, frutto della collaborazione tra Asl e Comune, prevede che per queste persone venga attivato l’accesso a una struttura di accoglienza compreso il trasporto quando necessario, grazie alla Centrale Operativa della Protezione Civile del Comune e delle associazioni di volontariato”. Operativamente le sale di attesa dei Pronto soccorso verranno chiuse in orario serale e notturno e l’accesso sarà presidiato da personale che svolgerà funzione di filtro a favore delle persone che devono essere visitate. “L’accesso sarà molto più rigido – ha concluso l’assessore Saccardi – ma alle persone in cerca di rifugio verrà offerta un’alternativa per la notte”. (mf)