Pronta la terapia intensiva nell'ospedale del centro

Stamani l'assessore Saccardi in visita a Santa Maria Nuova

Era l’ultima occasione buona per entrare in quelle stanze senza togliersi gli indumenti contaminati e le scarpe che hanno calpestato i marciapiedi. Dalla prossima settimana nell’ala dell’ospedale di Santa Maria Nuova situata proprio sopra ai locali del Pronto soccorso, l’accesso sarà consentito soltanto ai parenti dei pazienti che versano nelle situazioni più critiche e necessitano di essere costantemente monitorati.
Stamani l’assessore al welfare Stefania Saccardi insieme all’assessore regionale diritto alla salute Luigi Marroni ha visitato, su invito del direttore generale dell’Azienda sanitaria di Firenze Paolo Morello, le stanze che ospitano i 7 posti letto del reparto di terapia intensiva di uno dei più antichi ospedali d’Europa. Un delicato gioiello nel cuore della città che si è deciso di mantenere in funzione, ristrutturandolo mentre restava in attività garantendo mediamente, solo per dare qualche numero, oltre 35mila accessi annui al pronto soccorso, più di 2mila ricoveri in medicina e più di mille in chirurgia, quasi 700 trattamenti di dialisi, oltre all’attività ambulatoriale, di diagnostica, di day hospital. A fare gli onori di casa Federico Gelli, direttore sanitario di Santa Maria Nuova, e Armando Sarti responsabile del reparto di terapia intensiva.
L’assessore Saccardi ha sottolineato l’importanza dell’operazione dal punto di vista del mantenimento nel cuore della città di vitali funzioni pubbliche che affondano nella tradizione “solidale” di Firenze, come appunto Santa Maria Nuova, ma anche l’Istituto degli Innocenti o Montedomini. “Conservare in pieno centro un polo sanitario di alta qualità, professionalità ed efficienza, significa garantire diritti fondamentali della popolazione residente e dei tanti ospiti che la città accoglie. A fianco dell’impegno per tenere in funzione una struttura che garantisca l’assistenza sanitaria, i servizi di emergenza e le attività di alta specializzazione, c’è anche la salvaguardia e il recupero di una parte importante della città, la sua restituzione a una fruibilità piena da parte dei cittadini”.
L’assessore regionale Marroni ha colto l’occasione per intervenire sulle polemiche sollevate circa la durata della ristrutturazione dell’ospedale, i costi dei lavori, le procedure seguite sottolineando, come direttore della Asl prima e ora come amministratore della sanità toscana, di “essere orgoglioso di come si siano potute superare le infinite difficoltà via via sorte con l’apertura dei cantieri: i vincoli della sovrintendenza, la coesistenza delle attività sanitarie con quelle edilizie, il rispetto delle nuove normative in materia di sicurezza, infortunistica, prevenzione entrate in vigore durante l’esecuzione dei lavori”.
Nel merito della polemica sui lavori, il direttore generale Morello ha precisato che entro la metà del 2014, secondo una tabella di marcia rigorosa e puntualmente rispettata, saranno terminati i lavori in tutti i cantieri attualmente aperti e che questi interventi, oltre a quelli già conclusi, porteranno alla ristrutturazione e all’ammodernamento del 75% circa dell’intero stabile che ospita l’ospedale. Un’operazione che ha consentito anche il recupero funzionale e storico-artistico di parti del complesso in passato inutilizzate o, addirittura, deturpate da interventi che di fatto nascondevano un vero e proprio patrimonio museale che affonda le sue origini ai tempi di Dante. (mf)