La commissione Sanità e Servizi sociali si è riunita a careggi, il presidente Sguanci. "Confermato il progetto din un ospedale aperto e controllato"
La commissione Sanità e Servizi Sociali del Comune di Firenze si è riunita ieri pomeriggio nella sede della Direzione generale dell’Azienda ospedaliera – universitaria Careggi per affrontare, con i vertici dell’ospedale, il tema della sicurezza nell’area sanitaria. L’incontro, in programma a seguito delle recenti polemiche riportate dalla stampa locale rispetto agli accessi non autorizzati, ha confermato l’attuale sicurezza dei reparti e delle sale operatorie di Careggi grazie anche al sistema di telecamere di sorveglianza.
Il Direttore generale di Careggi Valter Giovannini ha illustrato ai consiglieri presenti il piano di sicurezza dell’ospedale e ha annunciato che gli attuali sistemi saranno integrati con nuove tecnologie, allo studio da tempo, che renderanno sempre più efficiente l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza.
La Commissione ha concordato con la Direzione di Careggi sul fatto che l’ospedale per sua natura è un luogo aperto, in continuità con la vita sociale della città di Firenze e che i sistemi di sicurezza devono promuovere e non limitare l’attività assistenziale sostenendo comportamenti professionali adeguati alle esigenze specifiche delle diverse aree di cura. L’esperienza quotidiana del concetto di ospedale aperto ma controllato è stata confermata dalle immagini delle telecamere, mostrate ai consiglieri, che hanno potuto constatare direttamente la rilevazione in tempo reale degli accessi non autorizzati e quindi l’identificazione delle relative presenze.
È stato inoltre affrontato il problema delle persone senza fissa dimora, in passato riscontrate anche a Careggi e come attraverso uno specifico progetto sulla sicurezza e l’avvio di una collaborazione con le forze dell’ordine e l’Assessorato alle politiche sociali del Comune di Firenze, oggi il fenomeno sia stato limitato a pochi casi sporadici. L’obbiettivo è stato raggiunto nel rispetto delle persone e dei loro bisogni primari, attraverso l’attivazione da parte dei servizi sociali di percorsi di accoglienza. (lb)