Violenza contro le donne, la presidente della commissione Pari opportunità Giuliani: "Azione forte e corale per contrastarla"
"La Convenzione di Istambul sottoscritta dal nostro Governo sicuramente è un documento importante che una volta ratificato potrà contribuire con efficacia a contrastare in modo più incisivo la violenza contro le donne introducendo a tal fine tre parole chiave: prevenzione, protezione, procedimento. Per questo abbiamo ritenuto opportuno presentare un odg approvato all'unanimità dal Consiglio comunale, che va proprio in questa direzione che vuol sollecitare innanzitutto il Governo ad attivarsi per la sua ratifica e affinchè non vengano meno i finanziamenti per i centri antiviolenza, che assicurano sul nostro territorio protezione e accoglienza a quante si trovano a dover affrontare situazionitragiche e traumatiche a seguito di violenza, come l'associazione Artemisia fa da anni". Così la presidente della commissione Pari opportunità Maria Federica Giuliani che è intervenuta ieri in Consiglio comunale sul tema. "Anche la risoluzione da noi proposta- aggiunge Giuliani- va in questa direzione: chiedere pene più severe nei casi di violenza reiterata e quindi un inasprimento delle stesse con una aggravante ad effetto speciale e la modifica del codice penale che sancisca l'impossibilità di accedere al rito abbreviato in caso in cui la violenza sia particolarmente grave o reiterata e/o commessa in ambito familiare, per la cui elaborazione e redazione ringraziamo per il suo contributo il collega, avvocato Stefano Bertini. La campagna contro il femminicidio promossa dall'Amministrazione, con il contributo delle associazioni rappresenta uno sforzo importante nel comune intento di denuncia e prevenzione della violenza contro le donne. Questa parola che solo pochi anni fa era un termine a noi lontano, nato per indicare gli omicidi della donna “in quanto donna”, basati sul genere ovvero la maggior parte degli omicidi di donne e bambine.Non si tratta solo degli omicidi di donne commessi da parte di partner o ex partner, stiamo parlando anche delle ragazze uccise dai padri perché rifiutano il matrimonio che viene loro imposto o il controllo ossessivo sulle loro vite, sulle loro scelte sessuali, Secondo la criminologa statunitense Diana Russell infatti, quello che accumuna questi omicidi è il fatto di essere state uccise in quanto donne, per aver trasgredito al ruolo ideale di donna imposto dalla tradizione, per la loro autodeterminazione punite con la morte. Le ricerche criminologiche dimostrano che su 10 femmicidi, 7/8 sono in media precedute da altre forme di violenza nelle relazioni di intimità, cioè l’uccisione della donna non è che l’atto ultimo di un continuum di violenza di carattere economico, psicologico o fisico. Secondo Marcela Lagarde, antropologa e parlamentare messicana, considerata la teorica del femminicidio “la cultura in mille modi rafforza la concezione per cui la violenza maschile sulle donne è un qualcosa di naturale, attraverso una proiezione permanente di immagini, dossier, spiegazioni che legittimano la violenza, una violenza illegale ma legittima, questo è uno dei punti chiave del femminicidio. Quando si parla di femminicidio- conclude la presidente della commissione pari opportunità-, si parla anche di donne e uomini coraggiosi nella denuncia di una cultura che odia le donne e di una politica troppo spesso inadeguata nelle reazioni, come ha evidenziato il Comitato CEDAW, in Italia persistono “attitudini socio-culturali che condonano la violenza domestica. La Relatrice ufficiale dell’ONU contro la violenza sulle donne, Rashida Manjoo, ha concluso la sua visita in Italia affermando che “Il quadro politico e giuridico frammentario e la limitatezza delle risorse finanziarie per contrastare la violenza sulle donne, infatti ostacolano un’efficace ottemperanza dell’Italia ai suoi obblighi internazionali”. L’attuale situazione politica ed economica dell’Italia non puo’ quindi essere utilizzata come giustificazione per la diminuzione di attenzione e risorse dedicate alla lotta contro tutte le manifestazioni della violenza su donne e bambine nel nostro Paese, il nostro ruolo è fondamentale per fare in modo che la violenza contro le donne rimanga tra le priorita’ dell’agenda nazionale" (lb)