Violenza contro le donne, Giocoli (FLI): "La politica deve fare la sua parte, occorre cambiare profondamente la nostra cultura"
"Patrocinio gratuito per chi subisce stalking e canale preferenziale per i tempi di giustizia"
Questo l'intervento della vice capogruppo di FLI Bianca Maria Giocoli, membro della commissione Pari Opportunità"Ben venga l'inasprimento delle pene nei reati di femminicidio della proposta Bongiorno/Carfagna, ben venga l'impossibilità del rito abbreviato come propone la commissione pari opportunità del comune di Firenze, ma io voglio porre l'attenzione oggi su ciò che spesso e volentieri sta a monte della violenza, e cioè la molestia.Da pochi anni il nostro ordinamento ha introdotto il reato di stalkingche punisce la reiterazione (anche solo di due atti, dice la recente giurisprudenza) di minacce o molestie tali da infliggere ansia o paura o da far temere per la incolumità della donna o di persone a lei vicine o da provocare cambiamenti delle proprie abitudini di vita.Ben un 50%dei casi di condotte persecutorie subite dalle donne si sono trasformate in atti di violenzafino all'omicidio. Ben il 15 % degli omicidi dolosi erano stati preceduti dallo stalking.E se i comportamenti persecutori sono sottovalutati o mistificati è anche colpa nostra.È colpa degli avvocati, è colpa dei giudici, è colpa delle forze dell'ordine, è colpa degli insegnanti, dei medici, ecc., cioè di tutte quelle persone a cui le donne espongono la loro situazione.Dobbiamo fare mea culpa se manca la consapevolezza spesso della gravità di tali comportamenti che creano gli antefatti della violenza.Vi sono casi di donne bersagliate da mail e telefonate degli ex mariti, da pedinamenti che ostacolano la vita normale della donnacreando stresse molto spesso tali comportamenti non solo non vengono considerati stalking ma sono quasi giustificatilasciando le donne prive di tutela.Va fatta un'azione capillare di conoscenza dei provvedimenti di cui ha diritto la donna molestata anche senza arrivare alla querela, e cioè con le richieste di ammonimento attraverso un esposto che senza instaurare un procedimento penale ha la funzione di richiamo e di avviso, di campanello di allarme che in caso di reiterazione si procede a querela. Misura questa per ora poco applicata dagli organi preposti.È chiaro che occorre un più ampio cambio di cultura e qui un importante ruolo lo deve svolgere la politica insieme allanostra scuola e al mondo del lavoro, ma intanto alcune proposte che avanzo potrebbero essere facilmente recepite, quali gratuito patrocino per questo tipo di reati senza basarsi sul reddito: la vittima non solo ha la difficoltà di denunciare un familiare, ma deve farsi carico delle spese legali e quindi non lo fa.L'altra proposta è la previsione di un canale preferenziale sui tempi di giustizia. Tra la denuncia e il processo passano anni (troppi) durante i quali la vittima è lasciata sola al suo destino e in balia di comportamenti che il più delle volte si intensificano con lapresentazione della denuncia".(fdr)