Guerra in Medio Oriente, l'intervento di Agostini (Pd) in Consiglio comunale

"Un grave lutto da 6 giorni sta colpendo tutti noi. Le istituzioni devono prendere voce per la difesa dei diritti umani di uomini e donne bambini, innocenti, rei di essere israeliani o palestinesi perdono la vita, vivono nei rifugi, restano martoriati per un conflitto assurdo. Dopo la primavera araba il medio oriente ha cambiato volto. Non tutto è andato come sperato. Ma tutto è differente. L'Europa deve agire con letture attuali deve scoprire i dossier tenuti chiusi da tanto tempo. Anche l'Italia deve fare di più x fermare l'incendio, per fermare l'escalation della violenza.
Ancora in questo momento, si rafforzano sempre più le voci di una prossima tregua. Fino a poche ore fa, il bilancio aggiornato - soltanto dei morti - era di 86 palestinesi (in buona parte bambini) e 3 israeliani. Mentre i razzi di Hamas continuano ad essere lanciati verso il territorio israeliano, i missili israeliani continuano a colpire Gaza e l’esercito si appresta a dare il via alle operazioni di terra. Un’offensiva, quella israeliana, che va sotto il nome “Pilastro di Difesa”. L’opinione pubblica israeliana è anche questa volta divisa. L’oltranzismo militare è ben rappresentato da un editoriale di stamani sul Jerusalem Post. Gilad, figlio dell’ex primo ministro Ariel Sharon, chiede letteralmente di radere al suolo Gaza con parole significative: “ Gli americani non si sono fermati a Hiroshima; i giapponesi non si stavano arrendendo abbastanza in fretta, così hanno colpito anche Nagasaki”. Gaza come Nagasaki? Uno slogan di una violenza inaudita, al quale fanno da contrappasso le parole che David Grossman dichiara a la Repubblica: “E’ spaventoso che in questo momento a Gerusalemme la mia nipotina di quattro mesi sia in un rifugio: che idea si farà dell’esistenza? Ma non per questo posso ignorare i diritti dei palestinesi. Non dobbiamo amarli, ma conoscere le loro privazioni sì, non sono estranei da lasciare fuori, non puoi solo vivere nell’ignoranza e condannare gli altri e guerreggiare.” E lo dice un uomo che ha avuto il figlio ucciso in guerra nel 2006. L’impegno di queste ore del presidente egiziano Mohamed Morsi nel trattare con Hamas da una parte, e di Barack Obama dall’altra con Israele, ci fa sperare che la ragione riesca a prevalere e rappresenti un’alternativa contro la realtà di questi giorni, la logica della contrapposizione e l’istinto dell’odio reciproco"
 

(lb)