Giachi: «Firenze è anche una città della scienza. Lavoriamo per valorizzare questa sua grande tradizione»

L'assessora all'università interviene al 22° convegno dell'ANMS in programma all'ateneo fino al 16 novembre

Una riflessione sulle prospettive del patrimonio culturale scientifico, con riferimento ai beni naturalistici, alla luce dell’attuale quadro normativo. L’approfondimento delle problematiche connesse alla tutela e valorizzazione di parchi, giardini e orti botanici e della dimensione economica del valore sociale della conoscenza. Ma anche la discussione sul il ruolo e il significato assunto dalle collezioni nello sviluppo della cultura scientifica. Da oggi, e fino a venerdì prossimo, Firenze ospita il 22°congresso dell’ANMS (Associazione Nazionale Musei Scientifici) dedicato a ‘Il patrimonio culturale dei musei scientifici’.
I lavori si sono aperti questa mattina nell’aula magna dell’ateneo con i saluti del rettore Alberto Tesi e dell’assessora all’università e alla ricerca Cristina Giachi’
«Firenze è una delle città d’arte più importanti al mondo – ha ricordato l’assessora Giachi – ma vanta una lunga tradizione scientifica. La memoria va sicuramente a Galileo e ai suo discepoli ma la corte dei Medici, negli anni successivi alla morte del fondatore della scienza moderna, diventò il punto di incontro di alcuni dei più importanti scienziati del tempo tra i quali Vincenzo Viviani, Francesco Redi, Lorenzo Magalotti e Marcello Malpighi. Senza dimenticare il geologo e naturalista Niccolò Stenone. Grazie a Ferdinando III e a Leopoldo II di Toscana, nella prima metà dell’Ottocento si svilupparono l’Accademia dei Georgofili e l’Osservatorio Ximeniano, nacquero il Gabinetto Vieusseux e l’Istituto Tecnico Toscano. Occorre oggi recuperare e promuovere questo profilo culturale, insieme alla valorizzazione e diffusione della cultura scientifica».
«La nostra città, in virtù proprio di questa grande e importante tradizione – ha ricordato l’assessora Giachi - presenta una concentrazione singolare di musei scientifici e di strutture di ricerca che, in collaborazione con l’università, stiamo cercando di valorizzare in percorsi culturali nuovi, capaci di attrarre visitatori con interessi specifici, dopo aver inserito questi musei nella rete della FirenzeCard, La Specola, il museo di antropologia, il museo Galileo, ma anche l'osservatorio di Arcetri e le strutture di ricerca universitarie come il Cerm o il Lens. Dobbiamo lavorare in stretto coordinamento per promuovere queste realtà sempre meglio e di più e per riuscire insieme ad attingere alle risorse con i progetti europei».
Dopo un’introduzione di Giovanni Pratesi, Maddalena Ragni, direttore generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Una visione per la tutela e la valorizzazione dei beni naturalistici e storico-scientifici”.
Il programma del congresso è consultabile su:
http://www.msn.unifi.it/CMpro-v-p-1528.html
(fn)