Quote rosa, la presidente della commissione Pari opportunità Giuliani (Pd): "Altro passo avanti con il si dell'Europa al 40% di donne nei Cda"

"Un'altra bella notizia questa volta viene dall'Europa che ha dato il via libera alla direttiva che impone la presenza di almeno il 40 per cento di donne nei consigli di ammi istrazione delle società quotate entro il 2020, mentre per le aziende statali, entro il 2012". così la presidente della commissione pari opportunità Maria Federica Giuliani che aggiunge: "Per la prima volta l'Italia ha fatto scuola con la legge Golfo-Mosca che ha introdotto le quote rosa e un ingresso graduale ma obbligatorio delle donne nei cda e nei collegi sindacali delle società quotate. Da oggi anche in Europa, dovrà essere assicurata la presenza di almeno il 40% di donne nei board delle società quotate entro il 2020 (entro il 2018 per le aziende statali) questo l' annuncio poche ore fa della vicepresidente Viviane Reding con un messaggio Twitter. «È fatta», ha scritto sul suo profilo della Reding. La proposta di direttiva della Reding è stata co-firmata dai vicepresidenti Antonio Tajani (Industria), Joaquin Almunia (Concorrenza), Olli Rehn (Affari economico-finanziari) e Michel Barnier (mercato unico) e dal commissario Laszlo Andor (Lavoro) nonostante la forte opposizione delle ultime settimane. Almeno nove stati (tra i quali Gran Bretagna, Olanda, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania e Malta) avevano ufficializzato la loro opposizione, inviando una lettera in cui chiedevano che la Ue si astenesse dall'intervenire in una materia, ritenuta di competenza squisitamente nazionale. Il testo - spiega Giuliani- ha subito quindi degli aggiustamenti imponendo che a parità di qualifiche dei candidati, sia data priorità al «sesso sottorappresentato» nella scelta dei componenti non esecutivi dei consigli, che sono proprio le donne. Attualmente nelle circa 5.000 società quotate europee sono uomini l'85,5% dei componenti non esecutivi ed il 91,1% degli executive. La direttiva impone le quote solo per i membri non esecutivi e si applica esclusivamente alle società quotate e non alle Pmi (che nelle definizione europea sono le aziende con meno di 250 dipendenti ed un fatturato annuo non superiore ai 50 milioni di euro). La direttiva lascia che siano i singoli stati a definire le sanzioni per le società che non si adeguano, pretendendo però che esse siano «effettive, proporzionate e dissuasive» come multe fino alla dichiarazione di nullità della nomina o decadenza dell'organo." (lb)