Ataf, Grassi e De Zordo: "Adesso stanno zitti tutti coloro che fino a qualche settimana fa dicevano che sarebbe andato tutto bene per i lavoratori ?"
“Non ci sorprendiamo che tutti coloro che in consiglio comunale e in città dicevano che non ci sarebbero state ripercussioni per nessuno nello spacchettamento e nella vendita delle quote di ATAF Gestioni srl, adesso che è palese la volontà della nuova proprietà di procedere con tagli di stipendi e con i licenziamenti, se ne stanno zitti”. Lo affermano il consigliere comunale Tommaso Grassi insieme al circolo aziendale SEL del trasporto pubblico di ATAF e la consigliera comunale Ornella De Zordo
“45 dipendenti a termine a cui non verrà rinnovato il contratto, rivisitazione dell’organizzazione del lavoro con conseguenze sulla consistenza degli organici, ovvero tradotto in parole semplici licenziamenti che si prevede già adesso si possano aggirare intorno ai 300 posti di lavoro: questi per adesso gli effetti della operazione sul trasporto pubblico locale a Firenze, tanto voluta dal Sindaco Renzi anche contro tutti gli altri Sindaci soci dell’azienda e messa in atto dal fido ormai ex-Presidente Bonaccorsi” hanno aggiunto i due consiglieri.
“E' stato un gravissimo errore non aver inserito la clausola sociale come richiesto a gran voce dai sindacati e come più volte avevamo proposto in Consiglio comunale e che la maggioranza in aula ha prima respinto facendosi forte della tutela che Bonaccorsi e Renzi affidavano all'art. 2112 del Codice Civile, e poi tardivamente e a gara conclusa, forse con senso di colpa e per lavarsi la coscienza, ha deciso di approvare in un atto d’indirizzo consiliare che non ha inciso. - concludono - A questo punto le conseguenze per i lavoratori e per i cittadini che usufruiscono del servizio sono chiari e la responsabilità ovviamente è di chi ha pervicacemente sostenuto la necessità di questa operazione, ma anche di coloro che in maggioranza in Consiglio comunale hanno agevolato e approvato, non senza colpe, il piano di dismissione e di distruzione della coppia Bonaccorsi – Renzi”.
(fdr)