46° Alluvione, Gallo (Pd): "Necessario tenere alta la guardia sul cambiamento climatico"

Il consigliere cita l'uragano Sandy: "I disastri continuano a mettere in ginocchio il mondo"

"Siamo oggi a ricordare i 46 anni passati dall'alluvione, non solo l'alluvione. Gli importanti incontri e convegni fanno ciclicamente il punto della situazione, arricchendo il dibattito sui trend di cambiamento climatico. L'uragano Sandy che ha messo in ginocchio una vasta area sulla costa est degli stati uniti ci deve ammonire che questi disastri sono ancora, e forse ancora di più, di attualità". Lo ha dettpo questa mattina il consigliere del Pd Giampiero gallo intervenendo durante il Consiglio comunale sull'Alluvione che si è svolto alla Biblioteca Nazionale
"Il ricordo è esercizio sterile se da quell'avvenimento non traiamo gli insegnamenti necessari per cercare di impedire il ripetersi di eventi così distruttivi nella nostra città (ed in generale nelle aree più sensibili e a rischio nel nostro Paese).. Il ricordo è necessario perché la risonanza mondiale e l'affetto di cui fummo circondati mostrava e mostra ancora l'affetto del quale Firenze è oggetto. Questo non solo fa sì che esprimiamo riconoscenza agli angeli del fango. Quando la direttrice li ha rammentati, stava prima per partire un applauso che credo che vada dispiegato appieno ora. Gli angeli del fango hanno trasmesso fiducia alla popolazione in quei giorni e mesi drammatici, ma soprattutto hanno sottolineato la gratuitá dell'impegno civico, hanno segnato allora come ora l'alto momento dell'abbattimento delle barriere nazionali, di lingua e di abitudini. La meglio gioventù che in altra occasione qui a Firenze si è ritrovata, dieci anni fa con il Social forum, per pensare che un altro mondo sia possibile, un mondo nel quale gli egoismi debbano essere superati per acquisire coscienza che le conseguenze dei comportamenti privati hanno delle conseguenze di ampio respiro e che non possono essere lasciati privatizzati e senza regolamentazione. Ce lo ricorda il 4 novembre 1966 e ce lo ricorda il 31 ottobre 2012 e una tempesta con un fronte di 1600 chilometri. Molti hanno ricordato l'importanza della Protezione Civile alla quale molto dobbiamo. Ma ritengo che la prima Protezione civile sia quella che provenga dai comportamenti di tutti noi, tutti i giorni. La prima protezione civile è quella che possiamo fornire noi. La dipendenza dagli idrocarburi ci pone delle sfide che non possiamo più ignorare. I recenti eventi alluvionali, Genova, Cinque Terre, Lunigiana continuano in maniera drammatica a ricordarci che una diversa attenzione è necessaria, una riflessione sugli egoismi che sono alla base del dissesto idrogeologico e sulle regolamentazioni che devono innanzitutto essere coscienza che la somma dei comportamenti individuali può creare uno squilibrio di livello sistemico. Lo stanziamento di somme e l'adozione di regole è ciò che va riportato al centro dell'attenzione. La gestione del rischio di fronte all'incertezza e all'aumentata imprevedibilità degli eventi naturali deve essere consapevolezza che i costi in termini di perdite di vite umane e di distruzione di ricchezza sono vari ordini di grandezza superiori agli stanziamenti necessari per mettere in sicurezza il nostro territorio. Un territorio nazionale per il quale è necessario interrompere tendenze di consumo e di avidità che negli ultimi quarant'anni hanno visto cementificare aree vaste come intere regioni italiane. La visione del recupero e il riuso nel piano strutturale a volumi zero approvato a Firenze dá un segno che modi diversi di pianificare il futuro sono possibili. Pioggia e siccità non devono essere visti come eventi casuali. L'impegno politico e civile prende le mosse da consapevolezze individuali, ma anche dalla certezza che con uno sforzo collettivo un mondo diverso è possibile" (lb).