Pari opportunità, la presidente Giuliani (Pd): "Esigenza sempre più forte di una democrazia paritaria che includa i cittadini e le cittadine"

Via libera del Consiglio alla mozione della commissione

Via libera del Consiglio alla mozione della commissione Pari opportunità finalizzata a sollecitare l'adozione di una normativa che introduca meccanismi atti alla realizzazione di una democrazia davvero rappresentativa perché inclusiva dei cittadini e delle cittadine e affinché questa richiesta venga inserita nel dibattito in corso sia in regione che a livello nazionale sulla riforma elettorale. La presidente della commissione Pari opportunità che è intervenuta oggi in Consiglio ha ricordato anche il convegno internazionale “Donne , economia e potere” del quale è stata ospite Segolene Royal “che – ha spiegato Giuliani- si è detta convinta che ancora tanto debba essere fatto per le pari opportunità e si è detta convinta che più che quote rosa crede in un modello di formazione egualitaria delle liste elettorali, sicuramente meccanismo più giusto ma ancora molto difficile dal realizzarsi in concreto”
“Certo è che la presenza femminile nelle assemblee elettive, pur con alti e bassi, è poco mutata nel corso della storia repubblicana. A quasi 70 anni dell'adozione della carta costituzionale e nonostante le direttive dell'unione europea e la recente modifica dell'art.51 che ha rafforzato il principio della parità di accesso alle cariche elettive, l'Italia rimane fanalino di coda in Europa in quanto a presenza delle donne nei luoghi decisionali della politica nonostante la situazione delle donne sia profondamente mutata dal 1945 ad oggi, è cresciuto il livello culturale delle donne, migliaia di donne sono presenti nelle professioni, nell'informazione, nella cultura, nelle attività imprenditoriali. Perchè allora deve persistere il divario fra la loro presenza nella società e quella nelle istituzioni a fronte di una richiesta di partecipazione sicuramente accresciuta? I numeri – ha aggiunto Giuliani- ci dicono che nel 2010 le elette nelle amministrazioni comunali erano solo il 18,7% dei consiglieri eletti e il 19,5% del totale degli assessori nominati, superavano di poco il 10% fra i sindaci eletti. Il mutato orientamento della Corte costituzionale apre oggi le porte ad opzioni legislative ritenute in passato non conformi e oggi ritenute in linea al dettato costituzionale, che prevede le azioni positive quali strumento atto a rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena parità di accesso fra donne e uomini alle cariche elettive. Inoltre grazie alla legge che introduce le quote rosa nei Cda delle aziende quotate ed in quelle pubbliche, che pone l'Italia all'avanguardia in Europa in materia, è dimostrata e risulta evidente quante e quali professionalità siano rimaste fino ad ora inutilizzate. Infine vorrei ricordare le tante istanze che arrivano anche dal mondo dell'associazionismo che si sono fatte promotrici di un "accordo di azione comune per la democrazia paritaria" nella convinzione che il principio della parità di genere sia assunto a tutti i livelli per quanto riguarda i metodi di selezione delle candidature nonché nei sistemi elettorali. La democrazia paritaria - ha concluso Giuliani- è quindi uno strumento per consolidare e rendere effettiva la democrazia stessa". (lb)
 


Mozione
Soggetto proponente: Commissione Pari Opportunità
Oggetto: Democrazia paritaria nelle istituzioni

IL CONSIGLIO COMUNALE

Dato che il raggiungimento di una effettiva democrazia paritaria è requisito fondante per una società davvero moderna ed avanzata.

Visto l’articolo 51 della Costituzione Italiana che garantisce l’accesso alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza, promuovendo a tal fine specifici provvedimenti che garantiscano le pari opportunità fra donne e uomini.

Visto anche l’articolo 117 della Costituzione Italiana, settimo comma, che stabilisce che “le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive”.

Considerato che la Corte Costituzionale nelle sentenze 422/95, 49/2003 e 4/2010 relative ai giudizi di legittimità costituzionale di norme elettorali regionali si è espressa in modo positivo confermando così che le disposizioni costituzionali pongono proprio l’obbiettivo del riequilibrio dei generi.

Ritenuto indispensabile che le istituzioni si attivino per rendere uguali per tutte/i i punti di partenza nelle competizioni elettorali e in ogni altro campo della vita pubblica, attraverso misure concrete che garantiscano ad ogni livello il diritto all’accesso alle cariche pubbliche ed elettive, in primo luogo attraverso l’introduzione di tale principio negli statuti regionali, provinciali, comunali e delle costituende Città Metropolitane.

In considerazione delle istanze della società civile e dell’ associazionismo promotrici di un “accordo di azione comune per la democrazia paritaria”, convinte che sia determinante un cambiamento dei comportamenti anche delle forze politiche, ritenendo indispensabile che il principio della parità di genere nelle candidature sia assunto per quanto riguarda i metodi di selezione delle candidature nonché nei sistemi elettorali, tenendo presente curriculum, competenze, rapporti con il territorio.

Visto il Disegno di legge che risulta dal testo unificato delle proposte B.Lorenzin e S.Amici, per una più equa rappresentanza di genere negli enti locali, “Norme di democrazia paritaria per le assemblee elettive”, approvata in prima lettura alla Camera dei Deputati e ora in discussione al Senato.

Considerato che la Conferenza dei Consigli Regionali ha dedicato una specifica sessione alla necessità di introdurre sistemi elettorali regionali che rispondano ai principi di democrazia paritaria, e che lo scorso 17 e il 18 novembre a Roma il Forum delle Elette dei Consigli Regionali ha approvato un documento relativo all’evoluzione della rappresentanza di genere nelle istituzioni, dando specifici indirizzi politici per l’elaborazione di nuove normative di riforma dei sistemi elettorali regionali.

Visto l’art.74 dello Statuto della Regione Toscana, “Iniziativa popolare delle leggi”

 

Invita il Sindaco

A sottoporre alla Regione Toscana l’indirizzo del Consiglio Comunale di Firenze, visto l’iter legislativo in corso presso il Consiglio Regionale della Toscana atto ad elaborare una riforma elettorale che risponda alla diffusa esigenza di restituire maggior protagonismo agli elettori nella scelta dei propri rappresentanti, introducendo nella stessa legge di revisione, meccanismi legislativi tali che permettano la realizzazione del dettato costituzionale al fine di una democrazia davvero rappresentativa, colmando la macroscopica disparità di rappresentanza di genere, introducendo, come risulta anche dalla proposta di risoluzione dello stesso Consiglio Regionale Toscana n.111/2012 e sottoscritta da tutte le consigliere, i meccanismi più idonei atti al riequilibrio di genere nella nuova legge elettorale della Regione Toscana, a seconda che:
A) si opti per la reintroduzione delle preferenze all’interno del sistema elettorale plurinominale regionale, operando con fermezza in favore della “ doppia preferenza”, come introdotto con successo nella Regione Campania;
B) in caso di opzione per il sistema uninominale, operando in favore della presentazione, all’interno del medesimo schieramento, di un numero paritario di candidature di uomini e donne ovvero meglio in favore del così detto meccanismo “binominale” che prevede la doppia candidatura uomo/donna per ogni collegio;
C) in caso di lista bloccata, che entrambi i sessi siano rappresentati al 50% prevedendo l’alternanza di genere nelle composizioni delle liste;
D) introducendo misure antidiscriminatorie nella legislazione elettorale, in grado di incentivare la riduzione del gender gap esistente, attraverso meccanismi che premino anche in termini economici i gruppi in ragione al numero delle elette nelle proprie liste

Ad inoltrare il presente indirizzo del Consiglio Comunale di Firenze al Presidente del Senato al fine di sollecitare un rapido esame in aula della Disegno di legge “Norme di democrazia paritaria per le assemblee elettive” in discussione in Parlamento e appena approvato anche in Commissione affari Costituzionali del Senato, per una equa rappresentanza dei genere negli Enti locali ed in Parlamento