Carceri, l'allarme di Corleone nelle commissioni Diritti umani, Urbanistica e Sanità : "condizioni igieniche disumane"
Trasformare il detenuto che sconta una doverosa pena in una vittima maltratta dello Stato che quando esce è più pericolosa di quando è entrata. Ecco quello che succede se non si mette un freno alla situazione esplosiva di Sollicciano e di molte altre carceri. Nel dettaglio delle pessime condizioni igieniche del carcere (lenzuola nei letti cambiate anche ogni 40 giorni), della mancanza dei beni di prima necessità per la pulizia personale, è entrato stamani il garante dei detenuti Franco Corleone durante l’audizione in commissione Diritti umani. "Come istituzioni – hanno detto la presidente Susanna Agostini e il consigliere Stefano Di Puccio che sta partecipando allo sciopero della fame a staffetta- siamo responsabili di trasformare il detenuto che sconta la doverosa pena giudiziaria in una vittima maltrattata dallo Stato. Le persone che escono dopo aver scontato una pena, non solo hanno sofferto di condizioni antigieniche e di disagio umano, ma hanno maturato un concetto di esclusione sociale" Durante l'audizione di stamattina è stata discussa la mozione presentata dal collega Stefano di Puccio che ripropone una sede per i detenuti in semilibertà . In questo modo si potrebbe dare sollievo sia alla struttura del Gozzini, sia alle persone, in questo momento una trentina, aventi diritto al regime di semilibertà. In questa direzione andava anche la mozione del capogruppo dell’IdV Giuseppe Scola già votata all’unanimità in commissione e in cui si identificava nella struttura Santa Teresa (via della Mattonaia), il contenitore adeguato "I detenuti in queste condizioni non possono uscire persone migliori di come sono entrate in carcere" ha sostenuto questa mattina il garante dei detenuti Franco Corleone che ha ripercorso le tappe che mettono in evidenza quanto, a fronte di un forte dichiarato impegno politiche delle istituzioni, non ci sono dati che possano rassicurare verso un cambiamento totale del consumare la pena carceraria. Corleone ha chiesto di condividere con la Regione una nuova iniziativa di cura e prevenzione per quando riguarda la tutela della salute sia in carcere che della comunità tutta, quando i detenuti ritornano liberi."La situazione esplosiva e disumana che sta vivendo tutta la popolazione carceraria- ha aggiunto Agostini - ci costringere a incrementare l'impegno assunto durante il consiglio a Sollicciano e nei tanti atti di consiglio comunale che abbiamo approvato. Non possiamo restare insensibili alle statistiche di suicidi giornalieri, che come iceberg segnano il disagio del sistema carcerario. Il Ministro ha più volte sollecitato le parti interessate ad accelerare un processo di umanizzazione nelle strutture di detenzione. Gli insufficienti organici, il sovraffollamento, i detenuti in attesa di giudizio, la casa di cura e tutela per le donne, i minori che condividono gli angusti luoghi delle madri, sono i temi emergenti che portano al disagio fino all'autodistruzione di persone che avrebbero il dovere di scontare una pena" (lb)