Alta velocità. Pieri (UdC): "I lavori sul Mugnone fermi da 2 mesi e la talpa scaverà solo a marzo-aprile. Chi pagherà le penali per i ritardi?"

Il consigliere presenterà un'interrogazione in Consiglio comuanle

"Tra le opere da realizzare a Firenze, legate alla costruzione della linea ad Alta Velocità ci sono anche gli interventi sul torrente Mugnone finalizzati a garantire il superamento del rischio idraulico nel tratto cittadino del fiume, attraverso una rimodellazione dell’alveo e delle sponde. Opera consistente, per un costo previsto di ben 58 milioni di euro, che secondo gli accordi dovrà essere completata “sei mesi prima dell’entrata in esercizio del passante AV”. Ma ora i lavori sono fermi, un’interruzione che dura da circa due mesi a causa del mancato pagamento ai subappaltatori da parte di Mugnone SCARL, l’associazione temporanea di imprese composta da Lis SRL e Sacaim SpA, incaricata da RFI dell’adeguamento idraulico del Mugnone". E' quanto sottolinea il consigliere dell'UdC Massimo Pieri  che su questo presenterà un'interrogazione in Consiglio comunale. "E' importante avere chiarimenti - spiega Pieri-  e capire se sia stata fatta una ricognizione puntuale –con relativa fonte di finanziamento- delle opere previste nell’area fiorentina dagli accordi per l’Alta velocità ferroviaria, a quanto ammontano le risorse finanziarie fino ad oggi utilizzate per ognuna di dette opere, quali sono gli interventi che risultano ancora non realizzati e quali sarebbero i costi presunti”. Pieri vuole poi sapere se la previsione di spesa di 58 milioni di euro sia ancora valida, e le ragioni “dell’attuale interruzione dei lavori di completamento della messa in sicurezza del Mugnone, tenuto conto che i relativi interventi dovranno essere tassativamente e interamente completati almeno sei mesi prima dell’entrata in esercizio del passante ferroviario e della nuova stazione AV di Firenze, e quali iniziative sono state attivate per ottenere la rapida ripresa dei lavori attualmente interrotti. "Ci interessano - aggiunge Pieri- le motivazioni per cui non è stata ancora aggiornato il crono programma dei lavori di scavo del sottoattraversamento del nodo fiorentino AV, e comunque quando è previsto l’avvio dei lavori. Con le due delibere approvate di recente dalla Giunta regionale - spiega Pieri- sono stati infatti rimossi gli ostacoli che, per quanto riguardava la destinazione dei materiali provenienti dallo scavo delle gallerie, impedivano l’avvio dei lavori di scavo per la realizzazione della galleria ferroviaria di circa 7 Km di lunghezza e della nuova stazione dell’Alta velocità agli ex Macelli. E adesso non si riescono a comprendere i motivi per cui si parla dell’ipotesi di cominciare a scavare il tunnel sotto Firenze addirittura fra cinque o sei mesi. Perché oramai che i cantieri sono stati aperti  è indispensabile chiuderli prima possibile senza ulteriori rinvii o ripensamenti, che oltre ad arrecare disagi ingiustificati ai fiorentini avrebbero come risultato anche quello di far pagare penali milionarie a carico dei bilanci pubblici”. (lb)