Agostini (PD) incontra la professoressa Najet Hedhly a Firenze per parlare dei diritti costituzionali delle donne tunisine
"Dalla Tunisia è partita la speranza di liberazione meglio conosciuta come primavera araba. La rivoluzione dei gelsomini , ha segnato la fine del regime di Bel Ali. I protagonisti sono stati sopratutto le donne e i giovani. ( il 60 % della popolazione ha meno di trenta anni)studenti, diplomati e disoccupati. E lo strumento principale della rivolta è stato internet!”. Lo ha detto la presidente della commissione Pace Susanna Agostini che ieri ha incontrato l'incontro la professoressa Najet Hedhly gia' preside della facoltà di Architettura dell'università' di Tunisi, che a Firenze ha partecipato ad un convegno organizzato dalla Regione sul tema "La donna tunisina minacciata nei diritti acquisiti. “Nonostante la rivoluzione- ha aggiunto Agostini riportando gli argomenti affrontati nella conversazione con la professoressa Hedhly- - , l’attacco ai diritti delle donne sintomo anche delle paure ancestrale di un a cultura patriarcale in Tunisia e di fondamentalismo religioso, si è spinto fino a proporre di cambiare la costituzione con l'inserimento del termine della complementarità di genere rispetto ai padri, ai fratelli ai mariti. Un attacco violento alla dignità ed al bisogno di identità e autodeterminazione delle donne”. Hedhly ha illustrato quali sono oggi le rivendicazioni che hanno apportato miglioramenti nella carta costituzionale nel settembre scorso. Cambiamenti da consolidare anche attraverso una sostegno e una solidarietà internazionale che Firenze e la Toscana non faranno mancare. Agostini ha poi ringraziato il vicepresidente del Consiglio regionale Giuliano Fedeli, il segretario dell’Aiccre Toscana Patrizia Dini,che hanno ospitato per un convegno in Regione Najet Hedhly “dandoci – ha concluso Agostini- l'onore e l'opportunità di incontrare Najet” (lb)