Mondiali di ciclismo 2013, effetti positivi per l'economia e l'occupazione
Un giro di affari di 423 milioni di euro, con una crescita di oltre 227 milioni di euro (78.2 per la Toscana) pari allo 0.014% del Pil nazionale (0.073% per la Toscana), 3079 gli occupati (di cui 1940 attivati direttamente dall’evento) con 1.147 che sono in Toscana. Sono i primi numeri stimati dall’Irpet, l’istituto di programmazione economica della Regione, in vista dei Mondiali di ciclismo che si svolgeranno il prossimo anno a settembre. “Ma sono numeri per difetto, calcolati solo sui quattro giorni clou dell’evento. Riteniamo infatti che la permanenza, così come la spesa procapite, possa essere anche più lunga visto che i mondiali dureranno 9 giorni e si assegneranno 12 maglie iridate”, premettono l’assessore regionale Riccardo Nencini e il vicesindaco Dario Nardella, che stamani in qualità di presidente e vicepresidente del comitato istituzionale per i Mondiali di ciclismo Toscana 2013, hanno presentato in Palazzo Vecchio l’impatto sull’economia toscana e nazionale dell’evento iridato: un investimento da 197 milioni, a cui la Regione Toscana e gli Enti Locali partecipano con 37.
“Ci saranno importanti ricadute per l’economia della nostra regione – sottolineano –: per i dipendenti, i lavoratori autonomi e i liberi professionisti. Un vantaggio per tutti, anche per le casse pubbliche, che incasseranno più imposte”. Si calcola che i Mondiali genereranno infatti affari per 423 milioni euro: 160 li spenderanno turisti ed ospiti, il resto organizzatori, squadre ed atleti. Il Pil crescerà di 227 milioni, per circa la metà (78,2 milioni) a vantaggio del Pil toscano: una crescita dello 0,07 per cento. Grazie ai Mondiali lavoreranno inoltre in 3.079 (1.147 solo in Toscana) e di questi 1.940 sono nuovi posti di lavoro.
“Le ricadute maggiori riguardano alberghi e ristoranti e a seguire i negozi – spiegano ancora Nencini e Nardella –. Quattrocentomila sono i turisti e gli appassionati attesi nei quattro giorni clou dell’evento, ma c’è anche chi arriverà prima. Le presenze e le ricadute alla fine saranno quindi maggiori”. Il 22% del valore aggiunto sul Pil sarà prodotto dalle strutture ricettive e di ristorazione, il 12.7 per cento dal settore commercio. Ma cresceranno gli affari anche di chi affitta immobili o delle imprese di costruzioni (6,3%) per i lavori da fare lungo il percorso di gara, per il settore agroalimentare, i trasporti e magazzini.
“Naturalmente – concludono Nencini e Nardella – proseguirà il nostro impegno nei confronti del governo per il reperimento delle altre risorse da tempo promesse”.(fd)