13 Varianti urbanistiche, De Zordo: "Non si progetta così la Firenze del futuro"
Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo
“Incredibile che l'attuale Amministrazione continui, come la precedente, a procedere a colpi di varianti urbanistiche al vecchio Piano Regolatore Generale. Perché il nuovo Piano Strutturale tanto sbandierato a nulla serve fino a quando non verrà approvato il Regolamento Urbanistico a cui, tra l'altro, molto si è esplicitamente demandato.
Sono addirittura 13 le varianti che la Giunta propone oggi al Consiglio, molte delle quali di grande rilievo urbanistico e sociale (basti qui citare i clamorosi casi della Mercafir, del Meccanotessile, di Rusciano, dell'ex scuola di Villamagna ma tutti meriterebbero al). Con tanti saluti al concetto stesso di pianificazione. Inserire immobili di proprietà comunale e della Asl in bilancio con contestuale cambio di destinazione d'uso grazie a varianti urbanistiche che sono una pronta applicazione del decreto "Salva Italia", sottrae a qualsiasi valutazione complessiva una parte importante di pianificazione del territorio perché ogni operazione viene considerata a sé senza che si tenga conto di equilibri urbani e distribuzione complessiva di funzioni, attivando scorciatoie che rappresentano la negazione del concetto stesso di urbanistica.
Le puntuali trasformazioni di parti del territorio urbano che si vogliono rapidamente approvare negano una visione organica della città, che è un organismo unitario e non si affronta per "pezzi" se questi non sono tessere di un mosaico chiaramente definito. Qui si assiste invece alla frammentazione esasperata degli interventi, all'assenza della valutazione delle relazioni tra questi e la città, al soddisfacimento prioritario di interessi di parte.
Continua a mancare un Progetto per Firenze, dal centro storico al territorio urbanizzato e oltre; per non parlare del vuoto che caratterizza sul piano urbanistico la relazione di Firenze con l'area metropolitana.
Invece di affannarsi a svendere immobili per far cassa, si completi l'analisi di quello che c'è e di quello di cui c'è bisogno, ci si dedichi alla realizzazione di un Regolamento Urbanistico a cui l'Amministrazione ha rinviato tante valutazioni emerse in sede di Osservazioni al piano Strutturale, si approfitti per tentare di correggere e mettere meglio a fuoco molte scelte, come legittimamente richiesto da molteplici componenti della città. E soprattutto non si impoverisca il patrimonio della collettività per un presunto guadagno effimero, riducendo gli spazi a uso pubblico e impoverendo il tessuto cittadino di valori ambientali e sociali”.
(fdr)