Antiriciclaggio, l'intervento del vice presidente Salvatore Scino (Pd)

Ecco l'intervento del vice presidente del Consiglio comunale Salvatore Scino:

"Per effetto di quanto disposto dall'art. 18 del DLgs 19 settembre 2012 n. 169 in vigore dal prossimo 17 ottobre le banche ed i professionisti hanno l'obbligo di astenersi dall'instaurare o proseguire un rapporto o una prestazione quando non sono in grado di rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela. Questi consistono, oltre che nell'identificazione del titolare, esecutore e titolare effettivo, nell'acquisizione di informazioni dai clienti sullo scopo e sulla natura del rapporto o dell'operazione. La banca, quindi, in base al profilo di rischio attribuito al cliente, acquisisce notizie, ad esempio, sull'origine dei fondi movimentati, sulle fonti di reddito o sulla situazione lavorativa e patrimoniale di familiari e conviventi. Gli approfondimenti sono finalizzati a escludere che l'operatività non sia connessa con fenomeni di riciclaggio, compresi quelli correlati a reati fiscali. Qualora la verifica non possa essere validamente effettuata, per esempio perché il cliente non fornisce le informazioni richieste oppure indica motivazioni irragionevoli, scatta per l'intermediario l'obbligo di astensione. La cui disciplina è ora integrata con l'obbligo di restituire i fondi al cliente solo tramite bonifico, accompagnato da un messaggio che indica alla controparte bancaria che le somme sono accreditate per l'impossibilità di rispettare gli obblighi di adeguata verifica.
Il rischio è che il vincolo inneschi, oltre a prevedibili tensioni con i clienti, un circolo vizioso.
Io esprimo la mia preoccupazione per quanto sopra: in un periodo di grave crisi economica tutte le parti sociali oggi piu di prima dovrebbero svolgere al meglio le proprie funzioni, la parte buona delle imprese chiede al governo di fare il proprio dovere, di salvaguardarli dal marcio che devasta oggi la politica, alle banche di raccimolare i soldi da investire per le piccole e medie imprese, la gente chiede di finanziare il settore non profit che deve in alcuni casi sostituire le mancanze dello stato, la gente chiede ai professionisti di sostenere con le loro conoscenze e competenze la crescita economica affinchè questa avvenga in modo sano, in questo periodo storico si chiede alla politica un progetto che unisce tutte le parti sociali per superare la grave crisi con un progetto serio per il futuro, Ebbene in questo momento tanto delicato questo governo "tecnico" ha la grande idea di confondere i ruoli di tutte le parti, chiedendo ai professionisti e alla banche di svolgere il ruolo dello stato di "ispettori", astenendosi dall esercitare le proprie funzioni. Fino ad oggi la norma prevedeva la sempliche comunicazione delle operazioni sospette, oggi invece prevede il temporaneo congelamento delle somme sulla base di semplici sospetti.
Non c’è dubbio che evasione fiscale e riciclaggio sono fenomeni strettamente collegati.
L’evasione rappresenta infatti uno strumento utilizzato per precostituire fondi da reinserire nel circuito economico ovvero per agevolare più articolate condotte criminose.
La crescente attenzione internazionale a tale interconnessione è testimoniata anche dal fatto che il GAFI (Gruppo d'Azione Finanziaria Internazionale), nell' ambito delle nuove Raccomandazioni approvate lo scorso 16 febbraio, ha espressamente inserito i reati fiscali nel noverò dei reati presupposto di riciclaggio.
Per l'individuazione di operazioni sospette riconducibili a fenomeni di evasione ci si può comunque avvalere degli indicatori di anomalia emanati ai sensi dell'art. 41 del d.lgs. n. 231 del 2007.
In particolare, con riguardo agli intermediari, valgono gli indicatori volti a rilevare l'utilizzo irregolare di rapporti bancari intestati a persone fisiche, sui quali transitano operazioni attinenti attività economiche d'impresa ovvero ripetuti girofondi tra conti societari e conti personali (provvedimento della Banca d'Italia del 24 agosto 2010); per i professionisti quelli riguardanti la costituzione e amministrazione di imprese, società, trust ed enti analoghi e quelli inerenti operazioni finanziarie e contabili (decreto del Ministero della Giustizia del 16 aprile 2010) .
Si rammenta del resto che per il corretto adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette la mera ricorrenza di singoli comportamenti individuati negli schemi non è motivo di per sé sufficiente per procedere alla segnalazione.
I destinatari degli obblighi antiriciclaggio devono dunque prestare particolare attenzione alla gestione di compiti tanto delicati.
Se è vero infatti che un loro intervento può agevolare il contrasto al riciclaggio è anche vero che un eccesso di sospetto può davvero bloccare anche l’economia sana.
La domanda è: sono in grado gli operatori finanziari di effettuare tale distinzione e se non lo fossero chi li controlla e se sbagliano chi paga per i loro errori?
Come si può controllare che non travalichino le “funzioni delegate” e che non si arroghino funzioni che non gli spettano?
Non sono domande di poco conto in un contesto democratico, civile serio e maturo.
Mi chiedo quindi seriamente se una "economia del sospetto", basata sui buoni e sui cattivi, con una logica di "guardie e ladri", che divide drasticamente le parti sociali, è seriamente quello che serve in questo periodo di crisi alla economia italiana.
Costruire sul sospetto significa alla lunga peggiorare la situazione presente. Significa regredire drasticamente.
Con il presente voglio dare il mio contributo fattivo, per tentare di modificare e migliorare prima che entri in vigore questa norma che rischia fortemente di condizionare lo sviluppo e l'economia del nostro Paese e che il rimedio proposto sia peggio del male"


Vice Presidente del Consiglio Comunale
Salvatore Scino