Niente cassonetti interrati in via Tornabuoni, De Zordo: "Cittadini di serie A possono decidere dove vanno installati"

Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo

“Non si potrà più dire che questa amministrazione non ascolta i cittadini: almeno in un caso lo sta facendo. No, non al Carmine e neanche a Settignano - come dimostrano le due e significative assemblee dei 100 luogi - e neppure alle Piagge, sulla Bolognese, a San Salvi e nei tanti altri luoghi dove la cittadinanza cerca invano di far sentire la sua voce: lo fa, con isolita solerzia, in via Tornabuoni. E' bastato che il cuore griffato della città dicesse che non vuole i cassonetti interrati ed ecco che la Giunta sta scervellandosi per verificare altra localizzazione che sia, per carità, fuori dagli occhi di chi si appresta a fare shopping di lusso.

La neonata "Tornabuoni Class Open Gallery" (sic) formata da una cinquantina di imprenditori con attività in zona ha già avuto la fortuna di incontrare l'assessore Mattei all'Hotel Tornabuoni Beacci dove ha fatto sentire le sue volontà tra cui l'esigenza di far spostare i famigerati cassonetti. E già si ipotizza di farli in piazza Davanzati, e pazienza se si dovranno sacrificare 15 posti auto che in quella zona non sono poi da buttar via. Dunque, i cittadini possono avere voce in capitolo su dove posizione i servizi pubblici? Possono far cambiare idea all'amministrazione? Solo se vengono considerati cittadini di serie A .

I dipendenti dell'Inps che hanno di recente protestato perché si sono visti aprire senza neanche un preavviso e prima dell'incontro con la Soprintendenza una cosiddetta isola ecologica davanti alla porta dello storico Palazzo Strozzi di via del Proconsolo dove lavorano, in un punto talmente stretto che lo svuotamento dei cassonetti costituisce un intralcio al traffico, sono rimasti del tutto inascoltati. Ma questa è Firenze, la città in cui i potenti hanno voce in capitolo e tutti gli altri si devono sgolare per far sentire le loro ragioni.

Ancor meno di tutte è stata ascoltata la voce di comitati e esperti indipendenti che chiedono anche a Firenze come ormai in tante città del mondo la raccolta porta a porta, dimostrando che i cassonetti interratisono costosissimi (294.000 euro solo quelli di piazza S.M.Novella) e non funzionano per la differenziazione dei rifiuti. E se poi non vengono considerati neanche "decorosi" come ritengono i griffati di via Tornabuoni quale sarebbe il loro pregio?”.

(fdr)