Equilibri di bilancio e Imu, Roselli e Cellai (PdL) : "Nessun aiuto concreto per le imprese e per la crescita. Si chiedono sacrifici alle famiglie senza favorire chi può creare occupazione"

"Sull'IMU, la strada è quella tracciata dal Presidente Berlusconi: azzerare l'IMU sulla prima casa partendo dalle fasce più deboli: famiglie numerose e pensioni minime". Questo quanto dichiarato dai consiglieri del Pdl Emanuele Roselli e Jacopo Cellai.
“La casa non è un patrimonio produttivo di capitale, ma un bene necessario per la vita delle famiglie, acquistato con anni di sacrifici, sudore e rinunce - sottolineano gli esponenti del PdL –. A firenze con la delibera presentata dalla Giunta si aumenta fino al massimo consentito per leggel'aliquota ordinaria, quella che riguarda tutte le proprietà ad eccezione della "prima Casa" portandola all’1,06 %. Questa scelta non investirà soltanto i proprietari di una seconda casa ma anche quellidei fondi commerciali. Per questi ultimi la Giunta non ha voluto individuare alcuna riduzione significativa dato che le uniche riduzioni previsteriguardano le attività commerciali nelle quali il proprietario esercita direttamente l'attività nel fondo da lui posseduto con una diminuzione di appena lo 0,02 %. Eppure è evidente che sia in caso di esercizio diretto dell'attività commercialeche di affitto ad altri del fondo stesso si va a incrementare la pressione fiscale in un momento in cui tanti negozi della città faticano ad arrivare a fine mese.
La sbandierata vittoria di mantenere allo 0,4 % l'aliquota sulla prima casa non è altro che una vittoria di Pirro poiché in un momento di difficoltà economica non si capisce come si potrebbe pensare ad ulteriori aumenti ai quali molte famiglie non riuscirebbero materialmente a fare fronte. Il problema è la mancanza di un interlocutore politico credibile: il PD è in confusione su tutto e quando il gatto è sul camper i topi ballano”.
“Oggi in Commissione le differenze tra molti esponenti del PD e l'assessore Petretto, sono state evidenti – hanno concluso Roselli e Cellai –. Manca una linea comune nella maggioranza sui contenuti, e Firenze rischia di pagare questa lotta intestina che la candidatura di Renzi ha portato alla luce del sole.
A pagare saranno intanto i fiorentini visto che la sostanza delle diverse proposte del centrosinistra non cambia: più tasse per i fiorentini: in assenza di fondi, per il PD è meglio aumentare le tasse che accelerare sulla spending review e sul taglio dei costi di gestione.
A Renzi è bastato poco tempo per fare retromarcia anche su questo punto: ma questo ormai è un problema di Firenze, non più suo…”.

(fdr)