Firenze luogo di discussione e progettazione sul sociale
Firenze quale luogo di discussione e progettazione sul sociale. Oggi il Salone de’ Dugento ospita il seminario su “Povertà e intervento di contrasto nei grandi comuni” promosso da Welforum Grandi Comuni insieme a IRS (Istituto per la ricerca sociale). Si tratta del secondo appuntamento, dopo quello che si è svolto a Milano a maggio, di Welforum Grandi Comuni che vede l’adesione di quindici amministrazioni tra cui Firenze, Milano, Genova, Venezia, Torino, Palermo, Bologna, Trieste, Bolzano, Potenza. E oggi nel Salone de’ Dugento erano presenti assessori e dirigenti dei vari comuni, oltre a rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e dell’IRS.
“Il tema della povertà, e soprattutto quello delle nuove povertà, è diventato drammaticamente di primo piano nell’ambito delle politiche sociali dei Comuni – ha sottolineato l’assessore al welfare Stefania Saccardi nel suo intervento di apertura del seminario –. Ma nonostante questo si tratta di un argomento assente dal dibattito politico nazionale che, quando si occupa di welfare, si concentra soprattutto su pensioni e lavoro. Per questo occasioni di confronto come quella odierna rappresenta una preziosa opportunità per definire interventi e strumenticondivisi anche con l’obiettivo di fare proposte concrete al governo”.
Nel corso del seminario, anche grazie ai contributi inviati dai comuni aderenti al Welforum e sulla base dei dati Istat, è stato approfondito il fenomeno della povertà e delle nuove povertà, l’impatto che questo ha sui servizi sociali e gli strumenti necessari per dare risposte adeguate. Strumenti, è stato sottolineato da più parti, devono essere sempre più flessibili e innovativi.
L’assessore Saccardi ha proposto di destinare una parte del Fondo Sociale Europeo, oggi trasferiti alle Provincie che quindi decidono i progetti da finanziare, direttamente ai Comuni. “Le Amministrazioni comunali hanno una percezione migliore dei bisogni e quindi sono in grado di definire interventi concreti più rispondenti alle necessità dei cittadini. Meglio investire le risorse in borse lavoro e salari di ingresso piuttosto che in corsi di formazione che poi rischiano di non avere gli effetti positivi sperati”. (mf)