Hotel Baglioni, De Zordo: "Si deroga all'altezza degli edifici. Contestualmente si incassano 20.000 euro e si crea un pericoloso precedente"

"Oltre 6 metri oltre la norma. E la Soprintendenza non ha nulla da dire"

"A Firenze derogare al limite di altezza degli edifici previsto dal Regolamento Urbanistico si può. Lo dimostra l'approvazione odierna della delibera con cui laloggia al quinto piano del Grand Hotel Baglioni in piazza dell'Unità d'Italia potràaggiungere una parte che supera di 6 metri il limite dell' altezza massima prescritta dal R. U. (20 metri). Contestualmente la proprietà del Grand Hotel si impegna a versare al Comune la somma di 20.000 euro da destinare alla riqualificazione della piazza". Lo dichiara Ornella De Zordo, capogruppo di perUnaltracittà che aggiunge: " Si crea così un pericoloso precedente e si apre la strada a altre richieste analoghe alle quali vogliamo vedere come farà il Comune a rispondere in modo negativo."
"Come giustificheràil Comune la non concessione di deroghe analoghe a altri alberghi che si affretteranno a richiedere lo stesso trattamento? - si chiede la consigliera -. Perché una volta consentito di fare questo in uno dei luoghi simbolo della città, chiunque, pagando un "obolo" contrattato con il comune, potrà derogare a norme che via via perderanno valore generale. Ricordiamo che le deroghe sono ammesse per edifici di "interesse pubblico", non per l'interesse del Grand Hotel di turno".
"La concessione della deroga non è illegittima ma del tutto fuori luogo, visto che l'edificio, già sopraelevato, si situa in un contesto urbanistico particolarmente delicato e piazza dell'Unità non è una piazza qualsiasi e con la sopraelevazione l'edificio dell'hotel, già più alto degli altri che affacciano sulla piazza, arriverebbe all'altezza dell'abside della chiesa" commenta De Zordo.
"Anche i 20.000 euro lasciano perplessi - sottolinea la capogruppo -, a parte che sembra un vero e proprio scambio, ma poi da chi e come è stata calcolata la cifra visto che non esiste un progetto di riqualificazione della piazza?".
"Da notare anche - puntualizza De Zordo - che la commissione edilizia, organo tecnico del Comune, si era in precedenza espressa con parere contrario (7 luglio 2011) mentre in seconda battuta, solo grazie a integrazioni nella richiesta, ha rilasciato parere favorevole (26 luglio 2012). Insomma, la questione non ci piace e ci meraviglia anche che la Soprintendenza nel 2010 restituisca la documentazione pervenuta dichiarando che 'l'immobile in oggetto non risulta essere sottoposto a vincolo di tutela diretto ai sensi della normativa'. Quindi l'edificio può essere alterato e manomesso a piacere? E soprattutto, non è stato valutato l'inserimento dell'intervento in un contesto certamente di maggior pregio rispetto al singolo edificio?".

(fdr)