Morte Farulli, l'assessore Givone: "Animato da grande passione civile e musicale"
“Piero Farulli è stato grande non solo nella sua arte, per il talento incomparabile con cui ha saputo farsi interprete di pagine memorabili della musica di ogni tempo e per la capacità di trasmettere questa sua passione e competenza per la musica alle giovani generazioni, ma anche in quanto cittadino, per la passione civile con cui giorno dopo giorno, passo dopo passo, lui ha esercitato il suo magistero musicale”. Lo ha detto l’assessore alla cultura Sergio Givone, nel suo ricordo in consiglio comunale del maestro Piero Farulli, musicista di fama internazionale, fondatore del Quartetto italiano e della Scuola di musica di Fiesole.
“Farulli - ha sottolineato Givone - era schierato, schieratissimo, ma la sua militanza politica non aveva nulla di ideologico bensì attingeva a quel rigore, a quella passione, che aveva nella sua arte. Ciò che lo aveva spinto a militare in un partito, il partito comunista, era il senso di aiuto che è necessario dare a chi è più debole, a chi ha avuto di meno, a chi più merita, a chi è bisognoso di giustizia per l’ingiustizia che patisce. Questo valore era lo stesso a cui Piero aveva orientato il suo magistero musicale: essere giusti, essere rigorosi, cercare la perfezione nella giustizia. In questo senso la passione civile e artistica, momento etico-politico ed estetico erano in lui tutt’uno. La sua è una doppia lezione, lezione etica e politica, lezione estetica e artistica, e le due sono una cosa sola. Una ragione in più per dirgli grazie e che lo ricorderemo a lungo”. (edl)