Il vicesindaco Nardella ha aperto il convegno nazionale di statistica "I numeri del futuro"
Il vicesindaco Dario Nardella ha aperto i lavori del convegno nazionale di statistica “I numeri del futuro. Dal censimento alle smart cities” che si tiene oggi e domani nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, organizzato da Comune di Firenze, Unione Statistica Comuni Italiani e Anci Toscana. Un appuntamento importante, al quale nella mattinata di venerdì parteciperà anche il presidente dell’Istat Enrico Giovannini.
“Siamo a richiamare l’attenzione di tutta la comunità degli amministratori locali, degli studiosi, dei tecnici statistici sulla necessità imprescindibile di disporre di misure attendibili, autorevoli, indipendenti, tempestive dei fenomeni sociali, economici, demografici che si realizzano nei nostri territori, a scale che non rischino l’astrazione dal contesto territoriale – ha detto Nardella - La statistica ufficiale, quella prodotta dall’Istat e dal Sistema Statistico Nazionale, deve dare risposta a queste esigenze, confrontandosi e affermandosi con le numerose altre fonti che, non sempre con la stessa robustezza tecnica e deontologica, pretendono di rappresentare la realtà locale. Gli uffici comunali di statistica in questo contesto sono strumenti preziosi che non dovremmo ridurre a meri enumeratori di elenchi, e che dovremmo invece mettere in condizione (con adeguate risorse e professionalità) di disporre agevolmente dei dati, dei sistemi informativi, delle informazioni statistiche locali”. Dopo aver ricordato brevemente il lavoro di rilevamento mensile dei prezzi al consumo che il Comune di Firenze effettua da molti anni (oltre alle indagini sul gradimento di servizi e attività, dai taxi al teatro del Maggio), il vicesindaco ha sottolineato il grande interesse suscitato dal convegno, che sicuramente porterà ad importanti risultati: “ma tutto sarà vano – ha detto - se non riusciremo a creare le condizioni per finanziare in maniera adeguata l’attività statistica. Se non verranno reperite risorse adeguate rischiano di chiudere molti uffici, anche di statistica, con buona pace delle tante prospettive di innovazione e di futuro ‘smart’. I provvedimenti che il governo si appresta a varare in tema di agenda digitale e per l’innovazione dovranno considerare anche questo aspetto per non lasciare per strada una fetta importante della conoscenza del Paese, se è vero che ‘l'obiettivo è quello di trasformare i dati in informazioni e le informazioni in conoscenza’”.
(ag)