Roof garden Hotel Baglioni, De Zordo: "Concessa deroga all'altezza degli edifici. Con obolo da versare al Comune"
Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo
“La loggia situata al quinto piano del Grand Hotel Baglioni in piazza dell'Unità d'Italia potrà ampliarsi e aggiungere una parte che supera di 6 metri il limite dell'altezza massima prescritta dal Regolamento Urbanistico (20 metri). E' stata infatti approvata questa mattina in commissione urbanistica, col mio voto contrario, una deroga alla norma comunale. Contestualmente la proprietà del Grand Hotel si impegna a versare al Comune la somma di 20.000 euro da destinare alla riqualificazione della piazza.
La concessione della deroga, sebbene non illegittima, è del tutto fuori luogo, visto che l'edificio, già sopraelevato, si situa in un contesto urbanistico particolarmente delicato e piazza dell'Unità non è una piazza qualsiasi, era l'originaria piazza antistante l'ingresso della chiesa precedente S. Maria Novella posto in corrispondenza del transetto di via degli Avelli. Con la sopraelevazione l'edificio dell'hotel, già più alto degli altri che affacciano sulla piazza, arriverebbe all'altezza dell'abside della chiesa.
Anche l'obolo dei 20.000 euro lascia perplessi: a parte che sembra un vero e proprio scambio, ma poi da chi e come è stato calcolato visto che non esiste un progetto di riqualificazione della piazza?
La commissione edilizia , organo tecnico del Comune, si era in precedenza espressa con parere contrario (7 luglio 2011) mentre in seconda battuta, solo grazie a integrazioni nella richiesta, ha rilasciato parere favorevole (26 luglio 2012). Insomma, la questione non ci piace e ci meraviglia anche che la Soprintendenza nel 2010 restituisca la documentazione pervenuta dichiarando che "l'immobile in oggetto non risulta essere sottoposto a vincolo di tutela diretto ai sensi della normativa". Quindi l'edificio può essere alterato e manomesso a piacere? E soprattutto, non è stato valutato l'inserimento dell'intervento in un contesto certamente di maggior pregio rispetto al singolo edificio?
Infine, come farà il Comune a non concedere deroghe analoghe ad altri alberghi che si affretteranno a richiedere lo stesso trattamento? Perché una volta consentito di fare questo in uno dei luoghi simbolo della città, chiunque, pagando un "obolo" contrattato con il Comune, potrà derogare a norme che via via perderanno valore generale. Ricordiamo che le deroghe sono ammesse per edifici di "interesse pubblico", non per l'interesse del Grand Hotel di turno”.
(fdr)