Pieri (Udc) replica al PdL: "Bando alle polemiche, parliamo di politica"

"La proposta politica del centrodestra a Firenze è stata, fin qui, di una scarsezza imbarazzante"

Questo l’intervento del consigliere Udc Massimo Pieri, in risposta alle dichiarazioni da parte di alcuni esponenti del PdL nel corso di una conferenza stampa ieri. Gli esponenti del centrodestra avrebbero infatti accusato Udc, FLI e Lista Galli di non svolgere in modo appropriato il loro ruolo di opposizione al centrosinistra.

“Le polemiche non mi hanno mai appassionato. Per questo voglio rispondere alle parole degli amici del PdL con qualche considerazione politica.
La proposta politica del centrodestra a Firenze è stata, dal ’95 a oggi, di una scarsezza imbarazzante. Quando la gente ci chiedeva cambiamento, abbiamo candidato Giorgio Morales, persona capace e degnissima, ma che certo non poteva rappresentare allora il ‘nuovo’. Quando sarebbe servito un giovane da contrapporre a Leonardo Domenici, fu scelto il prof. Scaramuzzi, e al giro successivo, il prof. Valentino… Tutte persone – lo ripeto, degne del massimo rispetto –, che però si sono rivelate le più sbagliate dato il momento storico e politico. Tutte persone che poi hanno fatto scelte diverse, andandosene dallo schieramento che li aveva candidati.
Credo che, piuttosto che attaccare il mio operato e quello dei colleghi di FLI e Lista Galli, i vertici del PdL dovrebbero domandarsi il perché un partito che ha portato in consiglio comunale 14 consiglieri se ne ritrova oggi 6; perché un partito perde il 60% dei propri eletti? Questo sì sarebbe un ragionamento politico da fare.
Per quanto mi riguarda, la più grande soddisfazione provata dopo aver lasciato il PdL è stata quella di poter fare qualcosa di utile per la mia città. Un esempio? La privatizzazione di Ataf, che ha visto il mio voto favorevole. E non sarebbe potuto essere altrimenti, visto che era stata una mia battaglia di anni nelle fila di Forza Italia. E nonostante abbia votato contro gli atti fondamentali dell’amministrazione (vedi il bilancio) come un’opposizione che ha idee diverse dalla maggioranza su come amministrare la città ha il dovere di fare, ogni volta che qualcosa di buono esce per il bene di Firenze, che venga da destra o da sinistra, mi sento libero di votare a favore, o astenermi, in sintonia con la linea del mio partito. La politica della contrapposizione ideologica destra-sinistra ha condannato all’immobilismo Firenze per anni, e se oggi qualcosa finalmente si muove, non sarò certo io a pormi ad ostacolo, sempre che si tratti di interventi e scelte che reputo vantaggiose per la città e per i miei concittadini.
Leggo che il prossimo candidato del PdL a sindaco di Firenze sarà un politico. Bene, auspico che per allora, oltreché il candidato, saranno tutti: segretari, consiglieri e onorevoli, pronti a ricominciare a parlare di quella cosa meravigliosa e fondamentale per la vita di tutti noi: la politica”.

(fdr)