Patto per la notte, Agostini (PD): "Movida serena. Finalmente un premio per gli esercenti virtuosi"

Questo l’intervento della consigliera PD Susanna Agostini

“Si dice che “in Italia non c’è niente di più duraturo del provvisorio”. In questo caso spero invece che duri poco la sperimentazione e a dominare sia il criterio culturale e di benessere ispiratore.
Un esperimento tutto fiorentino il Patto per la notte. Un meccanismo semplice che ci aiuterà a sperare in un cambiamento. I locali che sottoscrivono hanno da20 fino a 30 punti di vantaggio e lo status di amico della città, che perderanno solo se incorreranno in errore, fino a giungere alla possibile chiusura del locale. I locali della notte potranno godere del patrocinio del Comune di Firenze per iniziative da loro organizzate, e potranno partecipare ai tavoli di confronto e concertazione sull’applicazione del ‘Patto’ e altri benefit. Tutte cose di sostanza che auspico implementeranno di contenuti gli eventi. Una partita iniziata a maggio, volta dunque pagina a settembre.
Sperimentiamolo ora, con grande attenzione. Non ripeto quanto già sostenuto riguardo alle motivazioni che ci hanno portato a questa iniziativa del punteggio come le patenti guida. Un evento che l’Amministrazione annuncia come un primato, un’innovazione istituzionale, ma che nasce sempre da un’esigenza riparatrice riguardo a una convivenza civile da riconquistare. Capisco lo spirito che muove ilVicesindaco, è il frutto scaturito da una difficile estenuante trattativa estiva. Ma sostengo con enfasi un punto che per quanto mi riguarda è il faro, l’obiettivo da raggiungere: il diritto al divertimento si deve conciliare con il diritto al riposo ed al benessere dei cittadini residenti.
Se questo è l’obiettivo condiviso, allora tra i comportamenti virtuosi possiamo inserire anche il voto di 110 e lode da assegnare a tutte le persone, giovani e meno giovani, che civilmente hanno per lungo tempo protestato, e a tutti i rappresentanti istituzionali a partire dagli eletti al Consiglio di Quartiere fino a noi Consiglieri Comunali,che in questi anni abbiamointerloquito e moderato l’impatto sociale di un uso sconsiderato del bene non privato ma pubblico che è la quiete.
Un bene per la salvaguardia del quale si scomoda un articolo del codice penale, il numero 659.
Andiamo oltre insieme in un unico fronte comune, non per comparti separati e guardiamo fiduciosi ad un futuro migliore.
Per questo sarà utile la sistematica verifica dell’andamento innovativo così come previsto. Alla quale oltre che “gli amici della città” anche consiglieri Comunali, di Quartiere ed i residenti coinvolti, dovranno poter prendere parte.
Da residente ho una speranza e un desiderio: poter scendere in strada la notte e trovare intorno a me molti “amici della Città”, quale io mi sento”.

(fdr)