Giappone, Agostini (Pd): "Solidarietà e memoria per un popolo che ha avuto la sventura di conoscere la morte nucleare in guerra e in pace"

L'intervento della presidente della commissione Pace

“Mentre capi di stato parlano di disarmo e riarmo, mentre nuove nazioni cercano di accedere alla tecnologia atomica e minacciano altri popoli, mentre gli attriti tra stati e popoli non accennano a diminuire, l’essere umano, donna o uomo che ha a cuore il futuro del mondo, deve fermarsi e riflettere su quanto avvenuto e su quanto ancora può accadere. A 67 anni dall'utilizzo della prima bomba atomica durante un conflitto armato e ad un anno dal disastro naturale e nucleare di Fukushima la politica energetica trema in Giappone e pone il quesito nucleare al mondo intero.  Non possiamo ormai più ricordare soltanto le bombe americane , i piloti che, con la sola pressione di un dito su un pulsante hanno decretato la morte di milioni di bambini donne e uomini. Gli eventi storici del 6 agosto 1945 ad Hiroshima e a soli tre giorni di distanza il 9 agosto a Nagasaki, hanno fatto vittime e desertificazioni in un istante. Quello fu l’avvio della guerra a distanza, che ancora affascina qualche potente dellea terra anche oggi, l'epoca della scoperta che una sola arma poteva annientare un intero paese, una metropoli, una nazione.  Chi come me ha avuto l’opportunità di partecipare alle celebrazioni in queste città lontane, non dimentica gli occhi dei sopravvissuti, le parole, i racconti delle loro storie personali. Tutti ossessionati dal bisogno di ricordare fin dove si può spingere l'essere umano, fin dove, per piegare la volontà politica di una popolazione, si possa arrivare.
Ma da due anni un altro ricordo si somma alla storia lontana, il disastro provocato dal “nucleare civile” dall’11 marzo del 2011, ogni sopravvissuto giovane o anziano che sia, ha un terrore irreversibile ed in mente un unico nemico da sconfiggere veramente: Il nucleare.
Mi associo con rispetto e dolore alle celebrazioni avvenute ad Hiroshima il 6 u.s. e a quella di domani a Nagasaki che, come lo scorso anno, si attualizzano nella richiesta dell’esigenza di una inedita presa di coraggio e responsabilità da parte di tutti i capi di Stato. Una svolta per il bene ed il futuro del mondo. Un simbolico troppo evidente ha segnato per due volte il Giappone, il popolo Giapponese che vive in tutto il mondo, anche a Firenze, credo di rappresentare il sentimento di dolore ed angoscia anche delle associazioni che da un anno lavorano per portare aiuti e solidarietà alle famiglie ed agli amici che non sanno come uscite da un tunnel che da sempre li perseguita il rischio nucleare. Oggi materializzato dalla pioggia nera che persiste per non far dimenticare"
(lb)