Città metropolitana, Pieri, Tondi e Bonciani (Udc): "Siano i cittadini a votarne direttamente i rappresentanti"

"Preoccupa il silenzio della politica cittadina su un provvedimento che trasformerà il territorio"

“Siano i cittadini ad eleggere direttamente sindaco e rappresentanti del territorio della nuova città metropolitana”. Ad avanzare la proposta sono il consigliere comunale Udc Massimo Pieri, il capogruppo in provincia Federico Tondi (che è anche presidente della commissione speciale per la città metropolitana) e l’On. Alessio Bonciani.
“La legge che domani andrà al voto della Camera – hanno aggiunto i tre esponenti centristi – contiene una norma che prevede la possibilità, per i comuni capoluogo, di istituire l’elezione diretta di sindaco e rappresentanti dell’area metropolitana, a patto che si proceda prima a suddividere il comune in tante diverse municipalità. A Milano, il sindaco Pisapia ha già annunciato di essere pronto, mentre a Firenze colpisce il silenzio fin qui totale della politica, a partire dal sindaco Renzi, che pure dal 1° gennaio sarà il presidente pro tempore del nuovo ente”.
“Ciò che dobbiamo assolutamente evitare è di perdere l’opportunità offerta ai cittadini dalla legge di poter decidere chi governerà il nuovo ente, cui faranno capo tutte le scelte più importanti di gestione del territorio – hanno sottolineato Pieri, Tondi e Bonciani –. Eppure, questa svolta epocale per gli enti locali diverrà davvero utile per i cittadini solo se saranno messi in grado di poter scegliere i loro rappresentanti, altrimenti saranno i partiti a decidere tutto, creando un preoccupante deficit di democrazia”.
“L’istituzione della città metropolitana, con la trasformazione in municipalità di quelli che oggi sono i cinque quartieri – ha concluso Pieri – sia anche l’occasione per rivederne i confini. Così come sono stati pensati, infatti, i quartieri sono fortemente sbilanciati: non è pensabile che il Q5 sia la terza città toscana a fronte del Q3 che coi suoi poco più di 30mila abitanti è una piccola fetta della periferia”.

(fdr)