Privatizzazioni, Grassi e coordinamento SEL: "Il voto sulla vendita di Ataf è e rimarrà la scelta corretta, così come la decisione di uscire di maggioranza"

"Strumentale assimilare, per modalità e contenuti, la situazione di Genova con quella di Firenze"

“Siamo sorpresi che due consiglieri comunali di maggioranza, Cruccolini di Sinistra per Firenze e Borselli del PD, abbiano deciso di commentare un voto di una delibera del Comune di Genova per polemizzare e attaccare il Partito di SEL sulla vicenda delle privatizzazioni”. Lo affermano il consigliere comunale Tommaso Grassi, insieme al coordinamento provinciale di SEL Firenze.
“Appaiono evidenti ad un'analisi un minimo approfondita le numerose e profonde differenze tra il caso fiorentino e quello genovese, che ci dispiace aver dovuto constatare non siano state affrontate da chi, evidentemente, desiderava solo fare polemica. Generalizzare appare pretestuoso, anche perché altrimenti i due consiglieri dovrebbero anche sconfessare la battaglia che tutto il centrosinistra unitariamente sta conducendo a Roma contro le privatizzazioni di Alemanno, tra le quali l'azienda dei trasporti, ATAC, e la vendita delle quote di ACEA - hanno aggiunto -. La posizione di SEL è totalmente contraria alle privatizzazioni dei beni comuni, e ne sono una dimostrazione l’adesione fin da subito di SEL al comitato referendario per i beni comuni, così come il più recente ricorso presentato dal Presidente Vendola in Puglia contro il decreto Berlusconi, oppure le posizioni assunte da SEL a Roma, a Firenze, in tantissime altre Città italiane e anche nello stesso caso di Genova, dove è stato precisato dai Consiglieri di SEL, sottolineando nell’operazione le molteplici criticità evidenziate, che il voto a favore era un atto di fiducia nel Sindaco, e che quello approvato era un atto di indirizzo, non escludendo quindi che quando arriverà il voto sulla delibera vera e propria di privatizzazione esso potrebbe essere negativo.
Riguardo al metodo, c'è stato un impegno da parte del Sindaco e dell’Amministrazione di Genova a riportare il piano industriale e la eventuale decisione di dismissione di quote azionarie dell’azienda in Consiglio comunale, dove sarà valutato nel merito ogni singolo atto quando sarà posto in discussione. I due consiglieri fiorentini forse dimenticano le modalità con cui il Sindaco e l’Amministrazione ha portato in discussione la delibera sulla privatizzazione di ATAF: con l’arroganza tipica di Renzi nei confronti dei rappresentanti istituzionali in Consiglio, dei dipendenti dell’azienda e della Città, senza alcuna trasparenza, basti pensare alla sorpresa di scoprire che venivano venduti i diritti sulle quote di GEST o alla mancanza di qualsiasi tipo di discussione sulle modalità di svolgimento della gara, oppure alla sordità della Giunta di fronte alla richiesta del Consiglio comunale di inserire la clausola sociale o di informare il Consiglio.
Ma anche nel merito le due situazioni sono assai diverse: a Firenze si è deciso di privatizzare con un bilancio, che almeno secondo la dirigenza è in attivo, a Genova a causa della prima privatizzazione di qualche anno fa e alla necessità di acquistare nuovamente l’azienda dal privato al triplo del prezzo, adesso è necessario ricapitalizzare completamente l’azienda con risorse di cui il Comune non dispone e, come indicato dalla Corte dei Conti, il Comune sarebbe obbligato a liquidare l’azienda a settembre e a cancellare il trasporto pubblico cittadino proprio a causa di una precedente privatizzazione che aveva portato a questa situazione”.
“L’attacco dei due Consiglieri comunque ci rassicura, per i modi, che evidenziano una sofferenza nei nostri confronti, e per i contenuti, assolutamente approssimativi e superficiali, a conferma che la nostra azione si sta caratterizzando per un forte radicamento sul territorio e una vicinanza e un rapporto stretto con le vertenze cittadine, confermando implicitamente che la scelta compiuta da SEL a livello fiorentino è e rimarrà quella giusta” hanno concluso.

(fdr)