Battaglia di Anghiari, Gruppo PdL: "Seracini come la Colombo: l'affresco di Leonardo una bufala tragicomica e il Maggio un disastro"

Stella e Tenerani: "Ecco i due flop griffati Renzi"

Questo l’intervento del capogruppo PdL Marco Stella insieme al vicepresidente della commissione cultura Mario Tenerani

“Lo abbiamo sempre detto da quando il sindaco lanciò lo ‘spottone’ de La Battaglia di Anghiari: non siamo né favorevoli né contrari alla ricerca purché questa venga fatta con i crismi della scienza e non del folclore applicato al marketing. E adesso, nostro malgrado, siamo alla resa dei conti, costretti ad aver ragione: il professor Seracini che prima aveva sbandierato ritrovamenti eccezionali, grazie a pigmenti di memoria leonardiana – secondo lui… - prodromi della madre di tutte le prove, adesso innesta la retromarcia e fa dire al sindaco che quei reperti non sono sufficienti e dunque bisogna prenderne altri. Ma come? Non erano la testimonianza che in quel punto c’era il famoso dipinto? Non è stata fatta anche una trasmissione televisiva per spiegare ciò che adesso scopriamo non esserci? Siamo al millantato credito?
Senza parlare delle analisi fatte in due laboratori, uno dei quali riconducibile all’impareggiabile professor Seracini, e non in laboratori terzi come noi dell’opposizione avevamo richiesto. Non inventandoci niente di nuovo, ma raccogliendo il grido di dolore e allarme di una comunità di 500 studiosi inorriditi dal modus operandi, stile soap opera, del novello Indiana Jones del Galluzzo. In Commissione Quinta abbiamo chiesto per quattro volte l’audizione del professor Seracini, attraverso inviti da protocollo, inutilmente: il professore non ha risposto neppure. E invece, avrebbe dovuto replicare alle accuse precise e circostanziate che gli aveva mosso, in audizione, il professor Pieraccini, docente dell’ateneo fiorentino.
Seracini ha declinato l’invito della Commissione quinta per pavidità o per arroganza? Non ha trovato il coraggio o le parole per replicare? Da Indiana Jones a Don Abbondio, il passo è stato breve. Perfino il Corriere della Sera con la sua autorevolezza ha definito ieri la ricerca de La Battaglia di Anghiari “una bufala tragicomica”.
Il sindaco, poi, dopo aver preso solo 50mila dollari all’anno per cinque anni dal National Geografic - che non essendo propriamente una onlus avrebbe potuto investire molti più denari, visto a che a prezzo da discount quest’importante marchio televisivo americano ha usato il nome di Firenze a proprio piacimento – ora ha chiesto ufficialmente alla Sovrintendente Cristina Acidini, cioè allo Stato, di firmare ufficialmente la ricerca de La Battaglia di Anghiari. In questo modo si passerebbe alla ricerca di Stato basata, però, fino ad oggi, su dati empirici, perché nonavallati da nessuna comunità scientifica, da nessun crisma della scienza e da nessuna pubblicazione specifica, degna di essere definita tale.
Siamo stufi di assistere a questo squallido teatrino. Vogliamo che la verità venga a galla perché la ricerca è finita: il timore sensato dei veri studiosi di Leonardo, è che dietro l’opera del Vasari non ci sia purtroppo niente, se non dei resti particellari del sontuoso capolavoro di Leonardo. Il sindaco e il professor Seracini sono obbligati ad assumersi precise responsabilità, il tempo è scaduto.
E la Battaglia di Anghiari ricorda nella superficialità della gestione la questione Maggio. La dottoressa Colombo somiglia molto al professor Seracini. Sono entrambi due clamorosi flop, griffati Matteo Renzi. Disastri che richiamano al grande teatro di Eduardo De Filippo: le bugie hanno le gambe corte”.

(fdr)