Maggio Musicale, Gruppo PdL: "Il nostro no ad una delibera impresentabile anche sul piano giuridico. Il sindaco cacci la Colombo"
Questo l’intervento dei consiglieri del Gruppo PdL
“Abbiamo rifiutato la fiducia sul voto alla delibera salva-Maggio perché quella non è una delibera, ma un terreno scivoloso sul quale rischiano di cadere tutti. Non ci sono le condizioni di un conferimento a patrimonio di una parte del Nuovo teatro, perché c'e un problema di accatastamento, cioè il terreno ad oggi è di proprietà delle Ferrovie. E' un dettaglio? Crediamo di no.
Senza parlare delle spese di manutenzione quotidiana che faranno lievitare notevolmente i costi.
Il Maggio doveva essere già commissariato tre anni fa, ma il Ministero ha voluto concedere fiducia alle parti in causa per salvare il Maggio. Il sindaco Renzi due anni fa ha chiamato al capezzale del Maggio il medico sbagliato: la dottoressa Colombo.
La nuova sovrintendente e' stata un disastro: non ha trovato risorse economiche in termini di fund raising, si e' aumentata la stipendio, ha sbagliato programmi e pianificazioni, ha peggiorato il quadro generale, non ha saputo dialogare con le rappresentative sindacali e alla fine, con un gioco di prestigio, ha sfiorato il cattivo gusto non comunicando nell'ultimo bilancio i propri emolumenti.
Nelle aziende private quando i manager falliscono la partita vengono cacciati. Ecco, il sindaco Renzi, presidente della Fondazione, e' il padrino politico di questa Caporetto. Lui ha sbagliato il manager: e' andato a Milano a scegliere una sovrintendente scarsa, inadeguata. Il sindaco ha ancora la possibilità di salvarsi in calcio d'angolo per evitare l'umiliazione: mandare a casa la dottoressa Colombo. Visto che lei non ha mai raccolto le nostre sollecitazioni a dimettersi. Se avesse un sussulto di dignità dovrebbe rassegnare il mandato nelle mani del sindaco, in caso contrario Renzi dovrà esonerarla.
Il Maggio e i suoi lavoratori sono un'eccellenza da preservare e non da affossare. Ma per farlo serve una guida all'altezza, fatta di capacità e risorse. Non possiamo più tollerare una situazione ormai ben oltre il livello di guardia”.
(fdr)