Spending review, Grassi: "Le difficoltà ci sono, ma non possono diventare la scusa per motivare esternalizzazioni, privatizzazioni e aumenti tariffari dei servizi di base"

"Diventerà un lusso mandare il figlio all'asilo nido o garantire un'assistenza socio-sanitaria ad anziani e disabili"

“La relazione sulla spending review dell’assessore Petretto del Comune di Firenze fa emergere un panorama tutt'altro che roseo: è innegabile che sia in parte frutto di una condizione generale di attacco alla spesa degli enti locali da parte del Governo Monti, che agisce peraltro con l'avvallo sia del PD che del PDL, e che mette in difficoltà non solo Firenze ma tutti i Comuni italiani, e che naturalmente non rende affatto semplice la situazione!. Lo afferma il consigliere Tommaso Grassi. " Dal fronte interno del Comune- aggiunge Grassi-  la mancata adozione dei provvedimenti di risanamento e il ritardo con cui si stanno avviando adesso, uniti alla corsa ad aprire cantieri e a fare inaugurazioni che il sindaco Renzi ha messo in atto in questi mesi, hanno mandato in sofferenza e in crisi i conti del Comune, come denunciato dall’ex-assessore Fantoni, e adesso si è costretti per avere un po’ di ossigeno con cui poter pagare le numerose fatture e il sempre crescente debito del Comune a tagliare la spesa corrente, tagli che per stessa ammissione dell’assessore saranno dolorosi, e che significheranno per i fiorentini minori e peggiori servizi. Il Comune non è ovviamente l’unico responsabile dell’attuale situazione economica generale del Paese ma è complice per non aver saputo affrontare questa situazione tempestivamente: si è preferito continuare per settimane a negare le reali condizioni, a rinviare nel tempo i provvedimenti, a non bloccare la spesa conducendo il Comune verso il baratro e ipotecando il futuro della Città e anche per il futuro la ricetta dell’Amministrazione Renzi è così chiara quanto non condivisibile: esternalizzazioni dei servizi con minori garanzie per i lavoratori impiegati e una perdita della professionalizzazione interna al Comune, privatizzazioni di importanti funzioni, finora assolte dal Comune, nei campi del welfare, del sociale e dell’educativo e infine l’aumento delle tariffe per i servizi. Proporre per il 2013 un coinvolgimento crescente della sfera privata e del non-profit, riducendo il Comune a mero regolatore e controllore, ci preoccupa perché al volontariato e all’associazionismo si può chiedere di integrare, supportare e arricchire i servizi già offerti ma che in ogni caso devono essere mantenuti e garantiti dal settore pubblico e non possono essere demandati a terzi, tanto più se questi hanno natura privatistica. – conclude Grassi – Così come chiedere una maggiore compartecipazione da parte dell’utenza basandosi solo sull’attuale livello di copertura economica del servizio e non sulla natura del servizio e sul tipo dell’utenza che ne usufruisce non può che vederci contrari: così diventerà un lusso anche poter mandare il proprio figlio all’asilo nido o per le famiglie permettersi di poter garantire un’assistenza socio-sanitaria ai propri familiari anziani o disabili.”

 

(lb)