Locchi (Lista Galli): "Chiudere i pronto soccorso di notte e nei giorni festivi idea avventata e piena di incognite"
Questo l’intervento di Alberto Locchi, consigliere di Lista Galli Cittadini per Firenze
“L'idea del Direttore di Careggi Giovannini, letta oggi sui quotidiani, di chiudere nelle ore notturne e nei giorni festivi i Pronto Soccorso di tutti gli ospedali fiorentini al di fuori di Careggi, nel tentativo di risparmiare sui fondi alla sanità cittadina, mi pare per lo meno avventata e piena di incognite.
In particolare, negli articoli, si legge che Careggi dovrà ambire ad accogliere a massimo il 10% dei ricoveri fiorentini lasciando il rimante 90% alle altre strutture ospedaliere esistenti. Questo intento cozza assolutamente con la chiusura anzidetta dei Pronto Soccorso. Mi chiedo infatti come si possa diminuire i ricoveri quando di fatto per 12 ore al giorno e per tutti i fine settimana quello di Careggi rimarrebbe l'unico P.S. aperto... A meno che, e siamo nel campo della fanta-sanità, al mattino, solerti ambulanze provvedano a trasportare i pazienti abitanti a Gavinana alla S.M.Annunziata, quelli dell'Isolotto a Torregalli e quelli del centro a S.M.Nuova!
Non solo, ma se la chiusura dei P.S. fiorentini dovesse davvero concretizzarsi, per - si legge - risparmiare sulle equipe operatorie e specialistiche in molte ore del giorno, cosa dovremmo aspettarci, che già verso le 6 del pomeriggio un paziente con un'ipotetica operazione urgente da fare non potrà più essere portato al suo ospedale di zona perché sennò il reparto operatorio o traumatologico che dir si voglia "sfonderebbe" l'orario?
Ed ancora, proprio nei giorni festivi ed in particolare nell'orario notturno, le ambulanze in turno sono ridotte. Considerando che allo stato attuale, il pur moderno P.S. di Careggi, ha una struttura di accoglienza (triage) assolutamente ristretta che prevede la sosta davanti al banco di accettazione di una massimo due lettighe, cosa c'è da aspettarsi quando (assolutamente e incontestabilmente ipotesi reale) arriveranno 6 o 7 ambulanze? Con i protocolli attuali il "triage" è una procedura importante ma per niente rapida che comporterebbe un'attesa per le ambulanze (e quindi impossibilità ad effettuare altri servizi) anche di alcune decine di minuti. Unica soluzione, qualora si perseveri nell'ipotesi, una ristrutturazione dell'accoglienza che permetta uno snellimento delle procedure ed una sosta al coperto delle lettighe che, ad oggi, dovrebbero attendere il turno o sulle ambulanze stesse o nella "camera calda" fuori del Pronto Soccorso!
Ma non esistono davvero altre forme di risparmio senza andare, come sempre, a penalizzare il cittadino?
Insomma, mi pare - a ragion veduta - una decisione che vada assai ponderata e che nasconda molte variabili e criticità e che, se si decide di renderla operativa, vada ampiamente valutata ed adeguata alle varie situazioni che verrebbero a prospettarsi”.
(fdr)