Pronto il project financing per l'ex gasometro di via dell'Anconella

La vecchia struttura industriale verrà recuperata e diventerà uno spazio polivalente

L’ex gasometro di via dell'Anconella, vicino al Lungarno Santa Rosa, verrà recuperato e diventerà uno spazio polivalente grazie a un project financing il cui bando è stato appena pubblicato e che vale circa sei milioni di euro. Secondo le intenzioni dell’amministrazione, nello spazio dell’ex serbatoio di gas verranno realizzate strutture culturali, sociali e ricreative. La scadenza del bando è il 10 settembre. Il gasometro, imponente struttura di archeologia industriale, è uno dei Cento luoghi del Comune e il suo futuro è stato al centro di varie assemblee con i cittadini.
Storicamente, l’insediamento dell'industria del gas nell’area risale a metà Ottocento, quando il Comune consegnò alla società Mongolfier Bodin un terreno per realizzarvi “officine per la produzione e distribuzione del gas illuminante”. Tra gli impianti realizzati, il gasometro è architettonicamente il più qualificante e rappresentativo: aveva la funzione sia di serbatoio di compenso per il gas proveniente dalla centrale di produzione, sia di mantenimento dell'elemento gassoso entro appositi valori di pressione di esercizio nella rete di distribuzione, sia di garantire una giusta miscela dei vari componenti chimici del gas. Le crescenti esigenze portarono alla realizzazione di quattro gasometri ma successivamente le vecchie lanterne stradali vennero convertite per l’illuminazione con lampade a incandescenza e l’illuminazione a gas si estese per usi termici privati e pubblici oltre che per l’illuminazione privata dei negozi. L'illuminazione a gas di Firenze, dopo il 1925, si avviò a rapido declino concludendosi definitivamente nel 1932 e l’area venne via via smantellata. Rimase quindi un solo gasometro, quello attualmente esistente, in funzione fino agli anni settanta. Al momento, però, il manufatto risulta degradato e sostanzialmente abbandonato. Tra le particolarità della struttura, sono presenti 16 colonne in rocchi di lamiera chiodati, coronati da terminali a bulbo o fiaccola che richiamano l’antica funzione. Sottoterra, il serbatoio conteneva una vasca d’acqua profonda nove metri mentre a livello del suolo c’è un anello di muratura di quattro metri.
L’idea del Comune è quella di mantenere le dimensioni e la valenza culturale originale, modificandone però l’interno in modo da adattarlo alle mutate esigenze del quartiere. La direzione servizi tecnici - Belle arti ha presentato uno studio di fattibilità (in allegato i rendering delle ipotesi progettuali) in base al quale nel gasometro verrebbero creati vari livelli, di cui due interrati, dove sarebbe possibile realizzare spazi dedicati a uffici, una ludoteca e una palestra, una piscina, un ristorante. In tutto, si specifica nel bando, si tratta di una struttura che ha una superficie interna di circa 900 metri quadrati. Secondo le stime di Palazzo Vecchio, l’importo presunto dell’intervento, risultante dallo studio di fattibilità, ammonta a sei milioni di euro. Le informazioni dettagliate sul bando si trovano sul sito del Comune (http://www.comune.fi.it/opencms/export/sites/retecivica/comune_firenze/bandi/
(edl)