Politiche sociali, la maggioranza al Q3 si spacca sul voto di una mozione del PdL, dimissioni del presidente della commissione Sapia
Questo l’intervento dei consiglieri del Gruppo PdL a Palazzo Vecchio insieme ai colleghi del Consiglio di Quartiere 3
“Prendiamo atto del gesto di responsabilità che il Consigliere PD, Antonio Sapia, Presidente della Commissione Politiche Sociali al Quartiere 3, ha compiuto dimettendosi dal suo incarico.
Le dimissioni sono la logica conseguenza del voto disgiunto che ha visto protagonista la maggioranza al Quartiere 3, PD IDV e SEL, in occasione dell’Ultimo Consiglio di Quartiere, che si è spaccata pur di bocciare una mozione scaturita dall’opposizione, a prescindere dall’argomento di cui trattava: 8 hanno votato CONTRO, 3hanno votato a FAVORE e, udite udite, 2 si sono ASTENUTI, compreso il Presidente Ceccarelli.
Concordiamo tutti su quanto la crisi economica abbia incrementato quel disagio sociale che fino a pochi anni or sono era appannaggio esclusivo della popolazione emarginata, investendo anche chi mai avrebbe immaginato di dover ricorrere all’aiuto della collettività. Ebbene, di conseguenza e come risposta/antidoto, è in atto, sul territorio nazionale, un sostanziale incremento del fenomeno del “selfhelp” meglio noto come “Gruppi di Auto Aiuto”, che oggi coinvolge oltre 30.000 persone.
Pertanto, il Gruppo consiliare del PDL al Quartiere 3, ritenendo utile e opportuno dover incentivare la formazione di “Gruppi di Auto-Aiuto” nelle diverse aree di disagio nel quartiere, con la convinzione che, tra l’altro, la cittadinanza attiva e responsabile della propria salute possa rappresentare una risorsa importante (a costo zero!) proprio in questo particolare momento economico, ha proposto una specifica mozione.
Data la delicatezza dell’argomento e l’alto interesse sociale dell’iniziativa del PDL, meraviglia non poco la posizione dei partiti chiamati a governare il quartiere, arrivati scomposti al voto, e da una parte dà da pensare sull’unità di intenti su di un settore così delicato quali le politiche sociali; e dall’altra, di fatto, con il voto disgiunto, ha denotato lo stato di confusione che esiste, ad oggi, all'interno del Partito Democratico sulle politiche sociali.
Sono state quindi giuste e sacrosante le dimissioni del Presidente della Commissione”.
(fdr)